Il Master in “Analisi Multirischio e Pianificazione di Protezione Civile”, promosso dal CAMILab dell’Università della Calabria all’interno dei “Patti Territoriali dell’Alta Formazione” finanziati dal Mur, si conferma un’eccellenza nell’offerta formativa nazionale.
L’iniziativa mira a trasferire le lezioni universitarie direttamente sui contesti territoriali complessi. Dopo una prima esperienza a Ischia, la classe si è trasferita in Sicilia per esplorare le dinamiche del vulcano Etna, unendo lo studio teorico dei fenomeni alle pratiche di prevenzione delle emergenze.
L’attività all’Osservatorio
Il percorso sul campo ha preso il via presso la sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, introdotto dai docenti Unical Giovanna Capparelli ed Eugenio Nicotra. I corsisti hanno partecipato ai seminari curati dai geologi dell’Ingv Rosa Anna Corsaro, Claudia Corradino e Marco Antonio Aliotta, per poi visitare la Sala Operativa dell’Osservatorio Etneo.
L’hub tecnologico raccoglie ed elabora in tempo reale i flussi informativi proveniente dalle reti di sorveglianza dislocate tra l’Etna e le Eolie, applicando protocolli operativi per inviare gli alert di protezione civile.
Il lavoro di ricerca in quota
La seconda fase della visita si è svolta sul versante del vulcano, salendo fino alla Valle del Bove e alla stazione di monitoraggio “La Montagnola” a 2.600 metri di quota. Guidati dai geologi dell’Ingv Emilio Pecora e Francesco Ciancitto, gli studenti hanno analizzato la strumentazione multiparametrica usata per intercettare i segnali precursori delle eruzioni.
Come sottolineato dal professor Eugenio Nicotra, la verifica sul terreno dei depositi lavici storici rappresenta un passaggio indispensabile per affiancare alla teoria le tecniche reali di mitigazione del rischio vulcanico.































