Carceri: appello Diritti Civili per detenuto malato di tumore

Crotone Cronaca
Franco Corbelli

Il leader del Movimento Diritti civili, Franco Corbelli, comunica fa proprio l'appello di un uomo, F. I., malato di tumore, quasi del tutto cieco, non autosufficiente, in carcere in un penitenziario calabrese nella stessa cella con il nipote che lo assiste, e si è impegnato ad aiutarlo "a terminare la sua esistenza nella sua casa accanto ai suoi familiari".

Per Corbelli "Sono oltre 20 anni che lotto per difendere (anche) i diritti delle persone detenute. Ho denunciato in tutti questi anni - aggiunge - centinaia di casi umani e fatto scarcerare decine di detenuti gravemente malati, come ricordo e documento nel nostro sito www.diritticivili.it. Ho affrontato tante storie drammatiche. Ma quella che, con una missiva che mi è stata recapitata oggi, mi è stato chiesto di rendere nota è oltre che drammatica, particolarmente triste ed emblematica delle tragedie che si consumano dietro le sbarre.

Quest'uomo, malato di tumore al cervello, gia' operato (nel 2007 a Milano) e in cura, viene arrestato nel 2011. Per lui e' la fine di ogni speranza! In carcere diventa anche quasi completamente cieco e non più autosufficiente. Da qualche mese - continua - è stato messo in una piccola cella insieme ad un suo nipote, anche lui detenuto, che lo assiste. Il nipote cucina, gli legge e scrive le lettere, lo aiuta anche nell'igiene intima.

Quest'uomo racconta tutta la sua disperazione e si domanda se questo suo martirio si può definire giustizia" Lui ringrazia il nipote, per il buon cuore, chiede solo di poter essere curato e di finire la sua esistenza tra le mura di casa con l'affetto dei suoi familiari. Mi rivolgo direttamente al Ministro della Giustizia - prosegue Corbelli - si può tenere in una cella un uomo malato di tumore, cieco e non autosufficiente, lasciando che sia il nipote ad assisterlo per quel poco che gli resta di vivere? Si può consentire una simile ingiustizia, una tale disumanità in un Paese civile e in uno stato diritto? Per poter continuare ad avere ancora fiducia nella Giustizia, mi auguro e voglio sperare che si ponga subito fine a questa crudeltà togliendo dal carcere e mandandolo a casa(nel caso, anche ai domiciliari), a terminare la sua esistenza, un detenuto malato di tumore, cieco e non autosufficiente".