Caso Legnochimica, Miceli (M5S): con Manna persi due anni

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"Prendiamo atto della contestazione mossa dalla Procura della Repubblica nei confronti del primo cittadino rendese per omissione di atti d’ufficio. Non intendiamo esprimere oggi alcuna considerazione in merito nell’attesa delle conclusioni dell’indagini da parte della magistratura inquirente.

Politicamente, però, cose da dire ne abbiamo, eccome, soprattutto per sconfessare il garantismo “peloso” del Laboratorio Civico: secondo noi con Manna l’iter della bonifica dell’area ex Legnochimica ha subito uno stop notevole. Rileviamo in maniera analitica che in questa annosa vicenda sono andati persi due anni, tempo che nessuno sarà in grado di restituire agli abitanti della zona industriale di Rende". E' quanto scrive Miceli del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Rende.

"Più che esultare - contiunua la nota - per l’inserimento del sito nel Piano regionale delle bonifiche, quindi, consigliamo a Manna e al suo esecutivo di spiegare alla città perché la richiesta è stata inoltrata alla Regione solo nell’aprile del 2016 (Protocollo n° 13505 del 19/04/2016) quando questa stessa richiesta era stata avanzate a più riprese dal Movimento 5 Stelle nelle sedi opportune? Risale infatti al 5 settembre 2014 la nostra proposta in Terza commissione – Ambiente e Territorio – di inserire l’area ex Legnochimica nel Piano regionale delle bonifiche. Suggerimento che è stato ignorato o sottovalutato da chi di dovere ed è rimasto, come al solito, orfano di risposte ufficiali.

“Chi non accetta un consiglio non può essere aiutato”, diceva Benjamin Franklin. Frase che tristemente rispecchia la realtà di questo esecutivo e che nonostante tutto vogliamo superare. Perciò annunciamo che da parte nostra non ci sarà alcuna chiusura pregiudiziale ma continueremo a verificare tutte le azioni di questa amministrazione.

Chiediamo un atto di responsabilità a questa classe politica parolaia che tutto strumentalizza: è arrivato il momento di scoprire completamente le carte senza alcuna omissione. Vogliamo partire proprio dalla risposta data dalla Regione là dove si afferma che “Il comune dovrà, inoltre, costituire sulle aree medesime, presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari il privilegio speciale immobiliare (art. 253, comma 2 del d. lgs. 152/2016)”. Passaggio abilmente nascosto all’opinione pubblica che potrebbe scoperchiare il vaso di Pandora.

Forse avrebbe fatto meglio Manna, se c’erano i presupposti, a denunciare le passate amministrazioni per “licenze edilizie rilasciate come se niente fosse”, per come hanno dichiarato gli esponenti del Laboratorio Civico. Sempre poi mantenere un profilo di coerenza anche nel presente.

Noi non festeggiamo affatto per le ultime notizie, anzi siamo ancora più arrabbiati di prima. La città di Rende continua a puzzare e i cittadini sono costretti a respirare acri esalazioni che portano occhi gonfi, mal di testa e nausee frequenti. L'estate è ormai arrivata e assisteremo di nuovo alle acque dei laghetti che prenderanno fuoco, sprigionando fumi maleodoranti e molto probabilmente tossici. L'unica azione urgente, che chiediamo da tempo, è la messa in sicurezza. Ci vorranno altri due anni di immobilismo politico prima di intervenire?

La vera notizia di questi giorni è che dei semplici cittadini, attivisti e non, utilizzando la legge sugli ecoreati voluta dal Movimento 5 Stelle, sono riusciti, con le loro denunce, a rendere la bonifica dell'area industriale prioritaria, e non per scelta politica di questa amministrazione o della precedente, ma solo perché i "veleni" della Legnochimica sono finalmente arrivati in Procura, dove si appureranno le responsabilità e si potrà finalmente dare avvio alla bonifica. Si può fare, quando i cittadini si fanno Stato ed entrano direttamente nelle istituzioni grazie al M5S".