Cgil Calabria: ritardi su accordo ammortizzatori sociali e politiche attive

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"L'Accordo Istituzionale sottoscritto lo scorso 7 Dicembre 2016 tra le organizzazioni sindacali e la Regione rileva impietosi ritardi e inefficienze amministrative. - Lo denuncia in una nota stampa la Segreteria Regionale della CGIL Calabria - A distanza di quasi un anno ancora nessun ex precettore di ammortizzatori sociali ha percepito un euro per i tirocini avviati nei comuni e nelle imprese private, e la responsabilità sta tutta in capo alla Regione Calabria.

Quell'accordo, seppur sofferto per il contesto di grande difficoltà in cui si operava, ha rappresentato un accordo innovativo e parzialmente risolutivo delle decisioni del governo di azzerare gli ammortizzatori sociali in deroga. Infatti a causa della riforma voluta dal Governo Renzi circa 20mila ex lavoratori calabresi venivano espulsi dal sistema di sostegno al reddito precedentemente garantito. Ed allora in Calabria, prima regione in Italia, si provò a dare risposte attraverso un accordo istituzionale che prevedeva un mix di politiche attive e reddito di inclusione, con l'obiettivo di dar reddito dignitoso a migliaia di persone attraverso l'utilizzo in enti pubblici, ricollocazione occupazionale tramite la riqualificazione in aziende private e avviando un confronto su un reddito di inclusione attraverso uno strumento Istituzionale Regionale di contrasto alla povertà.

Ad 11 mesi esatti da quella firma, - scrivono ancora dalla Cgil - possiamo dire senza timore di smentita che la Regione Calabria ha fallito. Nessun confronto si è avviato sul reddito di inclusione, ad oggi non tutti i tirocini formativi sono ancora partiti, e ancor peggio quei pochi tirocini partiti con mostruoso ritardo non hanno ancora visto il pagamento delle spettanze.

Mentre il Presidente della Regione minaccia di incatenarsi a Palazzo Chigi per la mancata nomina a commissario regionale della sanità, migliaia di calabresi, a causa di una scellerata gestione amministrativa e burocratica, capace di accumulare solo ritardi e fallimenti, sono alla disperazione senza reddito e senza dignità.

Il 16 Novembre - annuncia infine la Cgil - saremo alla Cittadella Regionale anche per questo, per chiedere il rispetto ed il rilancio di quell'accordo, rispetto allo strumento universale di contrasto alla povertà contenuto nella premessa dello stesso accordo e che consideriamo come la parte più significativa insieme ad un vero Piano Straordinario per il Lavoro che provi a costruire concrete opportunità di lavoro stabile e duraturo."