Caserma in bene confiscato, Ministro: qui la legalità ha avuto l’ultima parola

Vibo Valentia Cronaca

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è stato lapidario: un bene che è stato confiscato e che torna a vivere va visto come un simbolo di riscatto, “un esempio concreto di come la legalità abbia avuto l'ultima parola sul crimine organizzato”.

Il titolare del Viminale lo ha detto oggi nel corso della sua visita a Limbadi, nel vibonese, dove proprio in un immobile tolto dalle mani della ‘ndrangheta è stata realizzata e ora inaugurata una caserma dei carabinieri.

Per Piantedosi, riappropriarsi di ciò che le cosche - tra l’altro particolarmente attive in questo lembo di terra - hanno sottratto con la violenza e con l’intimidazione è “una straordinaria opportunità per la rinascita dei territori e delle comunità dove sono collocati”.

Il ministro non ha avuto quindi dubbi nel ribadire che con l’inaugurazione di oggi lo Stato festeggi un risultato in un’importante battaglia, dimostrando che la lotta alla criminalità organizzata, ancora una volta, è una priorità assoluta per tutti, “e ciò - ha aggiunto - anche con una strategia che intende valorizzare proprio i beni confiscati, impiegandoli in nuovi progetti a favore dei beni comuni”.

L’attenzione delle istituzioni

La realizzazione di una nuova stazione dell’Arma, poi, per Piantedosi deve essere intesa come una conferma dell’attenzione che le istituzioni, tutte, rivolgono ad un progetto comune sulle politiche di sicurezza, e che “sicuramente passano anche attraverso strutture idonee e risorse a disposizione degli stessi operatori”.

“Il governo - ha assicurato ancora il numero uno del Viminale - è consapevole che un territorio in mano alla mafia non è libero, i suoi cittadini non sono liberi perché le loro scelte sono sempre influenzate da forme di condizionamento sia esso palese o subdolo”.

Sequestrati 3 miliardi di euro

Governo che - ha sostenuto ancora Piantedosi - è impegnato nel contrasto alla criminalità organizzata, come dimostrerebbero i risultati ottenuti finora dalle forze dell’ordine: diversi blitz in tutta Italia; 95 latitanti arrestati di cui 29 di ‘ndrangheta; 3 miliardi di euro fin qui sequestrati alle mafie, 700 milioni dei quali alla criminalità organizzata calabrese; oltre 2 miliardi di euro, infine, il valore dei beni confiscati, di cui 680 milioni alla ‘ndrangheta.

Mafie che, ha tuonato il ministro, impoveriscono i territori e i paesi in cui operano e “a trarne beneficio economico sono solo quei pochi coinvolti nel circuito criminale che prosperano e si arricchiscono a discapito della collettività. La risposta passa anche attraverso presidi di sicurezza che contribuiscano ad accrescere nei cittadini la forza di contrastare ogni forma di condizionamento” ha concluso Piantedosi.