PcL, dal Modello Reggio alla Reggio dei lavoratori

Reggio Calabria Politica

Riceviamo e pubblichiamo.

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Lo scioglimento dell’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria si inserisce nel panorama del tramonto della Seconda Repubblica così come 20 anni addietro lo scandalo delle fioriere precorse l’agonia della Prima Repubblica. Altro che città metropolitana!

Da anni il PCL evidenzia forti condizionamenti che la mafia esercita nella società e nelle istituzioni reggine, gli intrecci di interessi che saldano un blocco affaristico – mafioso, le connivenze con esso di ampi settori degli apparati burocratici, i brogli che hanno caratterizzato le passate elezioni.

Dopo Io svolgimento delle ultime comunali il compagno Pino Siclari, candidato sindaco del PCL, ha esposto alla Procura della Repubblica questo quadro scandaloso. Tutte le forze di opposizione, presenti o no nel consiglio comunale, si sono defilate tranne il candidato sindaco Carlo Sbano. Il PCL si chiede quale sia lo stato delle indagini giudiziarie e a quale sbocco esso arriverà. Il PCL vede come il silenzio delle altre forze di opposizione sia solo la faccia di una politica che punta a sostituirsi alla vecchia gestione alla guida del comune e trascura la costruzione di un movimento di massa che prepari una radicale alternativa di società anche a Reggio Calabria. Il PCL afferma a chiare lettere che il pur auspicato commissariamento del Comune con il crollo del modello Reggio pone problemi dl grande spessore.

Il caso Reggio e infatti l’emblema della attuale questione meridionale, il caso Reggio, se non affrontato lucidamente e con forza, rischia di alimentare ancor più una ventata di populismo (anche nella sua variante gallina) con tutti gli sbocchi pericolosi costituiti da una ricomposizione di massa su un nuovo terreno reazionario.

Il dopo Arena deve passare dalla risoluzione di questi nodi; il PCL si batte perché il dopo Arena sia costituito dalla Reggio dei lavoratori.

La lotta della GdM, dei dipendenti delle società del servizi (la cui privatizzazione ha rafforzato l’inquinamento mafioso), dei lavoratori precari e in nero sono il terreno di massa che porta alla sua costruzione. Il PCL chiama le forze della sinistra a rompere con chi ha svolto in questi anni il ruolo di "opposizione di sua maestà" dando vita ad ogni sorta di trasversalismo per costruire insieme un’alternativa di classe e socialista che faccia rinascere Reggio.

Marco Ferrando, Portavoce nazionale del Partito comunista dei lavoratori

Antonio Messineo, Coordinatore Provinciale di Reggio Calabria


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