Due circolazioni cicloniche anomale che hanno attraversato il Mediterraneo centrale in appena 30 giorni, lasciando dietro di sé una ferita profonda nel comparto agricolo calabrese. La prima, la tempesta extratropicale Harry, ha colpito con assoluta eccezionalità dal 17 al 21 gennaio, flagellando soprattutto la costa ionica tra Reggio Calabria e Catanzaro. Poco dopo, dall’11 al 13 febbraio, è arrivato il ciclone Nils, noto anche come Ulrike, che ha aggravato una situazione già critica. Venti impetuosi e piogge torrenziali hanno portato all’esondazione di diversi fiumi, tra cui il Crati, che ha invaso i terreni della Piana di Sibari, in provincia di Cosenza.
Maltempo, la Regione chiede lo stato calamità per il comparto agricolo dell’alto Jonio
La risposta delle istituzioni
La Giunta regionale ha risposto prontamente a questa emergenza approvando la proposta di declaratoria di calamità naturale. “Siamo di fronte a eventi meteorologici straordinari che hanno messo in ginocchio ampie aree del comparto agricolo calabrese” ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo.
L’obiettivo del provvedimento è attivare immediatamente tutte le procedure necessarie per garantire un sostegno concreto alle aziende del territorio. Molte realtà produttive hanno subito perdite gravissime, che riguardano sia il raccolto stagionale sia l’integrità delle strutture agricole stesse, minacciando il futuro economico di intere famiglie.

Agricoltura in ginocchio
La relazione tecnica del dipartimento evidenzia come la furia dei venti sia stata la causa principale dei danni, peggiorati poi dalle piogge incessanti.
Le colture arboree hanno pagato un prezzo altissimo: per gli agrumi si stima un’incidenza del danno pari mediamente al 50%, mentre per gli ulivi la perdita si attesta intorno al 30%. Ancora più drammatica è la situazione delle ortive da pieno campo, dove la devastazione ha raggiunto picchi medi del 70%.
La Calabria agricola si trova ora a fare i conti con i segni lasciati da Harry e Nils, cercando nella forza delle istituzioni e della comunità la spinta per ripartire dopo un inverno così difficile.




























