«La questione di fondo di tutta la teologia‑politica è il Kathecon.» A partire da questa celebre affermazione del giurista tedesco Carl Schmitt, il professor Gianfranco Cordì, filosofo della scienza, interverrà martedì 26 maggio 2026, alle ore 21.00, presso il Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
L’incontro guiderà il pubblico in un percorso attraverso i temi del potere contemporaneo e di quel particolare meccanismo descritto nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi di san Paolo: il Kathecon, ovvero – come lo definisce il filosofo Massimo Cacciari – «il potere che frena».
Questa forza che arresta il male, impedendogli di manifestarsi pienamente, produce tuttavia un effetto paradossale: ritarda il Giorno della Salvezza, il momento in cui il Regno di Dio si compirà sulla Terra dopo la lotta finale tra Bene e Male, tra Cristo e Anticristo. La lotta, in ogni caso, deve avvenire; il Kathecon può soltanto rinviarla, e con essa rinvia anche il trionfo del Bene.
Una forza ambigua
Il significato del Kathecon è però anche profondamente politico. Frenando, esso trattiene non solo la rovina, ma anche «la fine della storia» evocata dal politologo Francis Fukuyama, consentendo che un ordine – persino dentro l’attuale kaos globale – possa ancora essere riconosciuto.
Si configura così, secondo la visione di Gianfranco Cordì, come una forza ambigua, plurale ed eterogenea, né positiva né negativa: una vera e propria incarnazione del perturbante freudiano. Il riferimento richiama da vicino il celebre verso dell’inno Patmos del poeta Friedrich Hölderlin: «Là dove cresce il pericolo, cresce anche ciò che salva».
Nuovo ordine e rovina
Questo ottavo appuntamento al Planetario con la rassegna “Lo strappo nel cielo di carta” rappresenta, dunque, una possibile attualizzazione del «Principio Speranza» teorizzato dal filosofo Ernst Bloch. Anche nel disordine del presente potrebbe finalmente emergere, da qualche parte, un certo potere che frena capace di contenere il nuovo disordine globale che stiamo vivendo.
Il crollo degli equilibri del secondo dopoguerra, la transizione verso un sistema multipolare e frammentato, la competizione permanente tra grandi potenze, l’emergere di blocchi alternativi e l’imprevedibilità diffusa caratterizzano il nostro tempo. Tutto ciò che osserviamo può essere l’inizio di un nuovo kaos o il germoglio di un nuovo ordine. Resta allora la domanda fondamentale che attraversa l’intera riflessione: il Kathecon riuscirà davvero a trattenere la rovina?




























