Una vera e propria barriera giuridica e tecnologica per difendere il saper fare calabrese dalla contraffazione internazionale. Nasce con questo obiettivo la proposta di legge depositata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Maria Barbuto, dal titolo “Disposizioni per la tutela e la trasparenza delle imprese artigiane e norme per la valorizzazione e la promozione delle Indicazioni Geografiche dei prodotti artigianali e industriali della Calabria”.
Il testo recepisce il recente Regolamento dell’Unione Europea e le norme nazionali sul Made in Italy, estendendo la protezione legale tipica dell’agroalimentare alle eccellenze manifatturiere non alimentari del territorio.
Lo scudo per le eccellenze
Il provvedimento punta a tutelare i tesori storici della regione, come le ceramiche di Squillace e Seminara, i tessuti di Tiriolo, la seta di Catanzaro, la liuteria di Bisignano e la pietra lavorata. Come spiegato dalla stessa Elisabetta Barbuto, l’iniziativa risponde alle sollecitazioni di Cna Calabria e mira a evitare che realtà estere sottraggano quote di mercato alle imprese locali, offrendo strumenti concreti per fermare la concorrenza sleale e la delocalizzazione.
Guerra ai finti artigiani
La trasparenza è uno dei pilastri della proposta. Viene infatti introdotto il divieto assoluto di utilizzare i termini “artigiano”, “artigianato” e “artigianale” nella comunicazione e nelle etichette per chiunque non sia iscritto all’apposito Albo.
Per garantire l’autenticità dei prodotti ai consumatori, la legge stanzia i primi centomila euro per aiutare le reti d’impresa a scrivere i complessi disciplinari richiesti dall’agenzia europea Euipo, avviando contestualmente la mappatura per il primo Atlante delle potenziali Indicazioni Geografiche artigianali e industriali della Calabria.
Tecnologia e giovani nei borghi
La vera innovazione sta nell’incontro tra passato e futuro. Un fondo di centoventimila euro finanzierà l’uso della Blockchain e di etichette digitali avanzate per certificare l’autenticità dei manufatti, mentre altri centotrentamila euro sosterranno la promozione dei marchi nelle fiere internazionali.
Per contrastare lo spopolamento dei borghi, sono inoltre previste corsie preferenziali nei bandi regionali per le aziende che investono sul ricambio generazionale, favorendo i giovani sotto i trentacinque anni.
I fondi per il triennio
L’intera manovra prevede un investimento complessivo di trecentocinquantamila euro per il triennio che va dal 2026 al 2028. Si tratta di un meccanismo finanziario che non peserà sulle casse correnti della Regione, poiché attingerà direttamente ai fondi strutturali europei del piano PR Calabria Fesr Fse+ 2021-2027, trasformando le radici culturali dei piccoli centri in valore d’impresa e occupazione stabile.




























