“Basso Profilo”, Appello: una trentina di condanne, undici assoluzioni

in Cronacaprovincia di Crotone
00:00 00:00

Si chiude un capitolo cruciale per l’operazione Basso profilo, l’inchiesta che ha scoperchiato i legami tossici tra le cosche crotonesi e il tessuto imprenditoriale. La Corte d’Appello di Catanzaro ha emesso il suo verdetto, disponendo 29 condanne e 11 assoluzioni. La decisione dei giudici di secondo grado conferma l’impianto accusatorio che vedeva al centro del sistema un fitto intreccio di interessi illeciti e scambi di favore tra criminalità organizzata e colletti bianchi.

Elezioni, appalti e favori: col ‘basso profilo’ gli alti guadagni, grazie al ‘principino’ dei clan

Il ruolo dei mediatori

La figura centrale dell’intera vicenda resta Antonio Gallo, considerato il vero collante tra le famiglie Grande Aracri, Trapasso e Mannolo e il mondo delle imprese.

Per lui i magistrati hanno stabilito una pena di 26 anni di reclusione. Nonostante la riduzione rispetto ai 30 anni del primo grado, la sua posizione si è aggravata su alcuni fronti: la Corte ha infatti accolto l’appello del pubblico ministero Paolo Sirleo, riconoscendo Gallo colpevole di ulteriori episodi di trasferimento fraudolento di valori.

Anche per l’imprenditore catanzarese Umberto Gigliotta la pena è stata rideterminata a 20 anni e 4 mesi, a fronte di una precedente condanna a 30 anni.

Divise e professionisti

Il processo ha coinvolto anche figure appartenenti alle istituzioni e al mondo professionale. L’ex finanziere Ercole D’Alessandro ha visto la sua condanna scendere a 5 anni e 3 mesi, mentre la gastroenterologa Odeta Hasaj è stata condannata a 3 anni e 7 mesi con l’accusa di aver effettuato accessi abusivi ai sistemi informatici attraverso il compagno D’Alessandro.

Un cambio di rotta significativo riguarda invece Glenda Giglio, già presidente dei giovani industriali di Crotone. Se in primo grado era stata assolta, l’appello ha ribaltato il giudizio condannandola a 2 anni e 9 mesi di reclusione.

Basso profilo, 21 condanne in abbreviato. Quattro le assoluzioni

Le assoluzioni confermate

Sul fronte politico, i giudici hanno confermato l’assoluzione di Tommaso Brutto, ex consigliere comunale di Catanzaro, e di suo figlio Saverio Brutto.

Per entrambi sono cadute le accuse di associazione per delinquere, corruzione e scambio elettorale politico mafioso, mettendo la parola fine alle contestazioni che li vedevano coinvolti nel presunto sistema di favori.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.