Nuovi scenari si affacciano sul ritrovamento dei Bronzi di Riace, su cui da tempo aleggiano misteri e dubbi. Dopo anni di ipotesi e testimonianze frammentarie, un nuovo testimone (il settimo, al momento) sosterrebbe di aver assistito in prima persona al recupero delle statue nei fondali di Brucoli, vicino ad Augusta, nel 1968. Testimonianza che sarebbe stata resa a seguito dell’apertura di una formale indagine da parte della Procura di Siracusa, avviata nel maggio scorso, che disporrebbe addirittura di una fotografia.
Il racconto dell’ex sub
Secondo il racconto di Franco B., ex sommozzatore oggi quasi ottantenne, i due celebri guerrieri non sarebbero stati scoperti per caso in Calabria nel 1972, ma recuperati tre anni prima da due sub calabresi della Marina Militare di Augusta, operanti all’insaputa dei vertici.
L’operazione, condotta con un pontone dotato di gru e con la complicità di altri colleghi, sarebbe stata mascherata come un intervento di bonifica per ordigni bellici.
La grotta di Brucoli
Il testimone riferisce di aver visto con i propri occhi le statue, allora ricoperte di fango, issate dal fondale a circa 70 metri di profondità. Oltre ai due Bronzi, sarebbero emerse altre sculture, tra cui un terzo guerriero e due leoni sempre in bronzo.
Una volta recuperati, i reperti sarebbero stati nascosti in una grotta a Brucoli e successivamente spostati più volte per eludere i controlli, fino alla vendita a gruppi criminali calabresi legati al traffico di reperti archeologici.
Il doppio viaggio delle statue
Una versione che sembrerebbe chiarire le apparenti contraddizioni emerse da altri sei testimoni raccolti negli ultimi mesi dal quotidiano La Sicilia, tra cui l’anziano sub Mimmo Trigilio e i fratelli Bertoni di Brucoli.
Secondo il nuovo testimone, infatti, le memorie di chi vide i Bronzi transitare nel 1971 nel ristorante Trotilon sarebbero legate a un secondo trasferimento delle statue, poco prima della loro comparsa a Riace.
Gli anni ’80 ed il nuovo enigma
La vicenda, che già negli anni ’80 era stata ipotizzata dall’archeologo americano Holloway e ripresa da A.M. McCann, appare ora sempre meno leggenda e sempre più intrigo fatto di traffici, silenzi e misteriose coperture.
E ora, mentre affiora la voce di un ottavo testimone, l’enigma dei Bronzi di Riace continua ad allargarsi come un vero vaso di Pandora.






























