Calabresi nel Mondo, assolto l’ex sottosegretario Pino Galati

in Cronacaprovincia di Calabria
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Dopo un lungo iter giudiziario, durato ben tredici anni, l’ex sottosegretario Giuseppe Galati incassa una sentenza di assoluzione con formula ampia per un capo d’imputazione, ed il non luogo a procedere per un altro. Si tratta della vicenda relativa alla Fondazione Calabresi nel Mondo.

La vicenda giudiziaria

L’ex deputato, all’epoca in forza al Popolo delle Libertà, oggi con Noi Moderati, era finito a processo in qualità di presidente della Fondazione insieme ad una collaboratrice e ad un ex dirigente regionale. La Procura di Catanzaro ipotizzò allora una distrazione dei fondi comunitari all’interno dell’ente in house della Regione Calabria.

Distrazioni di fondi alla Regione, a giudizio l’ex sottosegretario Galati

Gli indagati a vario titolo erano accusati di abuso di ufficio, falsità ideologica e peculato. La tesi era che vi fosse stata una gestione clientelare quanto alle assunzioni all’interno della struttura, così da aumentare il bacino elettorale dell’ex parlamentare.

Inoltre, si contestava la violazione dello Statuto dell’ente, nella parte riguardante la gratuità degli incarichi di presidente, con la corresponsione di emolumenti senza il vaglio della Giunta regionale.

La sede romana

Un altro aspetto delle indagini riguardò poi il rapporto tra la Calabresi nel mondo e la Fondazione I Sud del mondo, di cui Galati ne era stato anche presidente.

Secondo l’accusa, avendo in ragione del suo ufficio la disponibilità e il possesso delle somme destinate ai progetti commissionati dalla Regione e finanziati con fondi Por, si sarebbe appropriato delle stesse stipulando un contratto di affitto per una sede a Roma a proprio esclusivo beneficio, dirottando le risorse alle finalità cui erano destinate.

La decisione dei giudici

La decisione dei giudici del Tribunale di Catanzaro – che hanno accolto le tesi difensive dei suoi legali, gli avvocati Salvatore Cerra e Francesco Gambardella – chiarisce quindi la posizione dell’ex Presidente della Fondazione, escludendo ogni profilo di responsabilità penale in relazione alla presunta distrazione di fondi pubblici per finalità personali.

L’assoluzione investe infatti uno dei punti centrali dell’impianto accusatorio, quello che riguarda proprio la stipula del contratto di locazione nella Capitale.

La distrazione di fondi

Su questo profilo, il Tribunale ha ritenuto non sussistenti le condotte contestate, escludendo sia l’appropriazione di risorse pubbliche che l’esistenza di un beneficio personale riconducibile a Galati.

“Le risultanze dibattimentali hanno quindi escluso la configurabilità della distrazione di fondi e di un utilizzo delle risorse pubbliche per finalità estranee agli scopi istituzionali, restituendo un quadro coerente e privo di elementi penalmente rilevanti”, affermano gli avvocati Cerra e Gambardella.

Nel corso del giudizio è emerso infatti come l’operato di Galati all’interno della Fondazione “si sia svolto nel perimetro delle finalità istituzionali dell’ente, senza violazioni dei vincoli di destinazione delle risorse regionali né indebite interferenze nella gestione amministrativa”, proseguono ancora i legali.

> Giuseppe Galati

L’altra imputazione 

Quanto all’altro capo d’imputazione, riferito a fatti che risalgono agli anni 2012 e 2013, il Tribunale ha pronunciato il non luogo a procedere per il decorso dei termini di legge.

“Una definizione che ha posto definitivamente fine alla vicenda anche su questo profilo, in un contesto nel quale l’istruttoria dibattimentale aveva già restituito un quadro pienamente chiaro e favorevole, privo di qualunque emergenza di responsabilità penale”, concludono Cerra e Gambardella.

Negli scorsi mesi la Corte di appello di Catanzaro aveva anche disposto il risarcimento per Galati in relazione ad un altro procedimento in cui era stato coinvolto e successivamente scagionato per richiesta della stessa Procura distrettuale.

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