Caro energia: imprese e famiglie calabresi colpite duramente, si rischia il collasso

in Infrastruttureprovincia di Calabria
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L’aumento vertiginoso dei costi dell’energia sta mettendo a dura prova l’intero sistema economico nazionale, ma in Calabria le conseguenze rischiano di trasformarsi in una vera e propria crisi sociale. Il tessuto produttivo della regione, composto prevalentemente da micro e piccole realtà, si ritrova ad affrontare una spesa non più sostenibile, con margini di guadagno ridotti al minimo e una domanda interna già storicamente debole. Tra giugno e agosto scorsi i rincari sulle bollette hanno toccato vette comprese tra il 40 percento e il 90 percento, colpendo in modo durissimo le strutture ricettive, la ristorazione e le attività commerciali.

L’impatto del rincaro

L’analisi della situazione evidenzia come le fragilità strutturali del territorio amplifichino l’effetto delle bollette. “Questi numeri sono preoccupanti per tutto il Paese, ma dobbiamo essere consapevoli che lo stesso aumento percentuale non ha lo stesso peso in tutti i territori”, dichiara Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Calabria.

“In Calabria – aggiunge – partiamo da condizioni strutturali più difficili. Il nostro sistema produttivo è costituito in larghissima parte da imprese di piccole e piccolissime dimensioni, spesso sottocapitalizzate, che hanno una capacità molto inferiore di assorbire aumenti improvvisi dei costi. Per un’attività commerciale, un bar, un ristorante o una struttura ricettiva, migliaia di euro di spesa energetica aggiuntiva possono rappresentare la differenza tra riuscire a mantenere un equilibrio economico e trovarsi in seria difficoltà”.

Effetto sui consumi

Le difficoltà economiche non si fermano ai bilanci delle sole partite IVA, ma colpiscono direttamente il potere d’acquisto dei cittadini. “È questo l’aspetto che ci preoccupa maggiormente”, prosegue Aloisio.

“Da una parte aumentano i costi delle imprese, dall’altra diminuisce il reddito disponibile delle famiglie. E quando le famiglie sono costrette a destinare una quota maggiore del proprio bilancio alle bollette, inevitabilmente riducono altri consumi. Per il commercio, la ristorazione e i servizi significa subire contemporaneamente l’aumento dei costi e la possibile diminuzione dei ricavi”. Questo circolo vizioso rischia di soffocare le speranze di ripresa di un’economia fragile.

Strumenti e soluzioni

Per evitare il collasso delle attività commerciali servono risposte rapide, semplificate e adatte alla dimensione delle aziende locali. “Non possiamo pensare di affrontare una situazione di questo tipo affidandoci esclusivamente alla capacità di resistenza delle singole imprese”, sottolinea Francesco Baggetta, direttore regionale di Confesercenti Calabria.

“Servono strumenti concreti, rapidi e facilmente accessibili, soprattutto per le micro e piccole attività che hanno minori possibilità di assorbire questi aumenti. Occorre intervenire sul costo dell’energia, sulla fiscalità e sugli oneri che gravano sulle bollette, ma nello stesso tempo bisogna rafforzare gli strumenti che consentono alle imprese di investire in efficienza energetica, autoproduzione e riduzione strutturale dei consumi”.

Baggetta aggiunge inoltre che “servono procedure semplici, incentivi realmente utilizzabili e un accesso al credito che consenta agli imprenditori di programmare gli interventi senza compromettere la liquidità aziendale”.

Una sfida strutturale

La questione energetica richiede quindi una visione a lungo termine che vada oltre le semplici misure d’emergenza temporanee. “La transizione energetica e la nuova instabilità dei mercati ci dicono che probabilmente non siamo davanti a un’emergenza temporanea”, conclude Claudio Aloisio.

“Per questo dobbiamo smettere di affrontare il problema soltanto quando esplode. Occorre costruire strumenti strutturali che proteggano le imprese più vulnerabili e tutelino il potere d’acquisto delle famiglie. In Calabria questa non è soltanto una questione energetica: è una questione di tenuta economica e sociale”.

Serve dunque un cambio di passo immediato per salvaguardare la sopravvivenza del territorio.

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