“La protesta delle marinerie siciliane e calabresi, pronte a bloccare lo Stretto di Messina, è il segnale di un sistema che non regge più”. A sostenerlo è la segretaria generale della Uil Calabria, Mariaelena Senese, che denuncia il prezzo del gasolio sopra i 2,10 euro al litro e chiede interventi immediati per famiglie e imprese.
“La Calabria subisce la crisi in modo più pesante rispetto al resto del Paese, anche per l’alta incidenza di famiglie vulnerabili ai costi della mobilità: oltre il 10%, secondo il Green Paper sulla povertà dei trasporti. Un dato che si traduce, per molti lavoratori, in un costo quotidiano inevitabile per raggiungere il posto di lavoro, l’ospedale o la scuola” ha continuato.
Nel documento si sottolinea inoltre che il prezzo alla pompa non segue i ribassi del greggio e che questa asimmetria penalizza in particolare chi vive in una regione con redditi medi tra i più bassi d’Europa. Per questo la Uil chiede alla Regione l’apertura di un tavolo permanente sul costo dell’energia e dei carburanti, con voucher e contributi per la mobilità delle famiglie più fragili.
Tra le richieste anche misure strutturali per pesca, agricoltura, logistica e artigianato, oltre a un’accelerazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti e all’integrazione con il Piano Sociale per il Clima nazionale. “L’obiettivo, spiega Senese, è ridurre la dipendenza dal mezzo privato e contrastare una povertà dei trasporti che in Calabria è ormai diventata emergenza sociale“.




























