Case “fantasma” nel crotonese: indagati amministratore pubblico e familiari

in Cronacaprovincia di Crotone
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I Carabinieri della stazione di Belvedere di Spinello hanno bussato alle porte di quattro residenti del piccolo centro nel Crotonese per notificare un’informazione di garanzia. Tra i destinatari del provvedimento spicca il nome di un esponente dell’attuale Amministrazione comunale. Gli indagati sono coinvolti in un’indagine che ruota attorno alla gestione di alcuni spazi pubblici che, secondo l’accusa, sarebbero stati sottratti alla collettività per scopi privati.

Legami di famiglia

I quattro, che appartengono allo stesso nucleo familiare, sono ritenuti responsabili delle ipotesi di reato di invasione di terreni ed edifici e di diverse violazioni al Testo Unico sull’Edilizia.

Al centro della vicenda ci sono due immobili utilizzati dagli indagati ma costruiti su terreni di proprietà del Comune di Belvedere di Spinello. Strutture mai censite al catasto, risultando di fatto invisibili ai registri ufficiali, almeno fino al recente controllo.

L’ordine di demolizione

La situazione degli edifici è apparsa subito critica sotto il profilo della regolarità amministrativa. La scoperta della loro collocazione su aree pubbliche ha spinto l’Ufficio Tecnico comunale a intervenire con decisione.

Per entrambe le unità immobiliari è stata infatti emessa un’ordinanza di demolizione, segnale della volontà di ripristinare lo stato dei luoghi.

I Carabinieri stanno ora ricostruendo minuziosamente la natura delle opere e le modalità con cui il gruppo familiare è entrato in possesso dei suoli senza alcuna autorizzazione.

La difesa del territorio

L’attività investigativa si inserisce in una strategia più vasta coordinata dal Comando Provinciale dei Carabinieri per contrastare l’abusivismo edilizio.

L’azione viene condotta in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio. L’obiettivo dichiarato degli inquirenti è la tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale, reprimendo ogni forma di trasformazione non autorizzata del territorio.

Le verifiche proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità nella gestione del suolo pubblico.

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