Il Re Burlone è tornato a sedersi sul suo trono, dando ufficialmente il via a una delle manifestazioni più attese e amate del Meridione d’Italia. Giunto alla sua 68ma edizione, il Carnevale di Castrovillari si conferma un evento capace di fondere storia, folklore e puro divertimento, trasformando la città in un palcoscenico a cielo aperto dove il mascheramento regna sovrano. L’iniziativa, curata dalla Pro Loco in stretta sinergia con l’Amministrazione Comunale, ha saputo superare anche le insidie del tempo, dimostrando una vitalità straordinaria.

Il corteo
Nonostante un breve slittamento dovuto all’allerta meteo, il tradizionale corteo del Venerdì Grasso ha invaso le strade con un entusiasmo contagioso.
A guidare la sfilata è stata la delegazione di Mormanno, rappresentata dal sindaco Paolo Pappaterra, dall’assessore Flavio De Barti e dal direttore artistico Gerardo Bonifati.
Dietro di loro, un mosaico di colori e suoni ha preso vita grazie al corteo storico di San Casciano, ai Tamburi di Monte Cerviero e ai figuranti del Palio delle Botti.
Tra la folla spiccavano la madrina Gilda Bloise, i giganti di Varapodio e l’immancabile carro di Organtino, simbolo della sfrontatezza carnascialesca.

La tradizione
Dalle finestre dei palazzi storici sono rimbombate le strofe del Concione di Organtino Massaro, interpretato da Alessandro Laitano, che ha richiamato i cittadini alla festa secondo l’antica farsa di Cesare Quintana.
La piazza si è poi accesa con le esibizioni della Sogno Latino Ballet Academy di Brunella Musmanno e dei piccoli della Pro Loco guidati da Tiziana La Vitola.
Il momento culminante è stato il passaggio di consegne: il sindaco di Mormanno ha affidato le chiavi della città a Domenico Lo Polito, che le ha poi consegnate a Re Carnevale.
“La consegna simbolica delle chiavi è un momento di passaggio alla fase carnascialesca, quella del divertimento e dell’allegria”, ha commentato il primo cittadino di Castrovillari.

Le serenate
Uno degli appuntamenti più sentiti è stata la Sirinata d’a Savuzizza, un concorso dedicato alla memoria di Gianni Francomano. Questo antico rituale ha riportato la musica e la convivialità nel cuore antico della città, tra Vanedda d’a Chiazza e Piano dei Peri.
Una marea di persone ha festeggiato tra i fumi del buon cibo e il vino delle cantine Ferrocinto, sotto l’occhio attento della giuria presieduta da Mimmo Cavallaro.
Il presidente della Pro Loco, Eugenio Iannelli, ha espresso grande soddisfazione nel vedere il centro storico nuovamente brulicante di vita, ricordando come queste tradizioni siano il vero motore della comunità.

Il futuro
La festa proseguirà senza sosta fino a martedì 17 febbraio, giorno in cui il sovrano della beffa finirà sul rogo per lasciare spazio alla Quaresima.
Al successo della kermesse hanno contribuito personalità come Domenico Pappaterra del Gal Pollino, Liborio Bloise del Parco della Sila e Anna De Gaio.
Il direttore artistico Gerardo Bonifati ha voluto chiudere con un brindisi ideale a tutti i partecipanti: “Un inizio così è strabiliante, ci riempie di gioia e soddisfazione. Organizziamo questa manifestazione con il cuore e con amore”.




























