Beatificazione Madre de Rosis: parte l’inchiesta, aperto il Tribunale Diocesano

in Attualitàprovincia di Cosenza
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Si è svolta ieri, Venerdì 2 gennaio, nella Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano, l’apertura solenne del Tribunale Diocesano incaricato dell’inchiesta canonica sul presunto miracolo attribuito all’intercessione di Madre Isabella De Rosis, fondatrice della Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore.

Il valore ecclesiale

L’evento è iniziato con la celebrazione dei Primi Vespri solenni, presieduti dall’Arcivescovo di Rossano-Cariati, Mons. Maurizio Aloise, che ha introdotto e guidato la prima seduta ufficiale del Tribunale, nel corso della quale si sono svolti il giuramento dei membri e la formale istituzione dell’organo giudicante, così come prevedono le norme della Chiesa.

Nel suo intervento introduttivo, l’Arcivescovo ha rivolto un saluto ai presenti, ai membri del Tribunale, alla Madre Generale delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore, Suor Tina Salierno, alle religiose dell’Istituto, al Capitolo Cattedrale, ai presbiteri, ai religiosi e a tutti i fedeli che sono giunti nella cattedrale.

Aloise ha quindi sottolineato il valore ecclesiale del momento, richiamando il dovere della Chiesa di esercitare un discernimento prudente, serio e obiettivo nel riconoscere i segni dell’azione di Dio nella storia.

Il profilo spirituale

Nel tracciare un profilo spirituale di Madre Isabella De Rosis, l’Arcivescovo ha ricordato la sua figura luminosa “di donna totalmente donata a Dio”.

Nata a Rossano il 9 giugno 1842 da nobile famiglia, Madre Isabella scelse fin da giovane la via della consacrazione, maturando una profonda spiritualità nel Collegio di Santa Chiara a Napoli, segnata da una intensa devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù.

La sua vita, ispirata alla spiritualità della riparazione secondo l’insegnamento di Santa Margherita Maria Alacoque, si tradusse in un’esistenza di offerta, obbedienza e amore radicale, culminata nella fondazione, il 24 ottobre 1875, della Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore.

“Anche negli anni della prova e del silenzio, Madre Isabella seppe vivere nell’abbandono fiducioso alla volontà di Dio, testimoniando una santità umile e nascosta” ha ricordato il vescovo.

L’indagine sul miracolo

Nel contesto dell’inchiesta sul presunto miracolo, è stato ribadito che la Chiesa non è alla ricerca dello straordinario in sé, ma della verità, “per riconoscere con responsabilità e fede l’opera di Dio attraverso i suoi servi”.

I lavori del Tribunale sono stati affidati all’azione dello Spirito Santo, “affinché accompagni il discernimento con luce, equilibrio e rettitudine”, è stato ribadito.

Il tribunale risulta composto da Don Giuseppe Scigliano, Delegato episcopale; don Nicola Alessio, Promotore di Giustizia; don Giuseppe Straface, Notaio attuario, e suor Sheena Joseph Maliyakal, Postulatice.

Al termine della seduta, è stato espresso un sentito ringraziamento alla Madre Generale, alle religiose presenti e all’intero Istituto, “segno vivo della fecondità spirituale del carisma di Madre Isabella, nonché ai membri del Tribunale e a tutti coloro che sostengono questo cammino con la preghiera”.

“Madre Isabella De Rosis, tornata alla Casa del Padre l’11 agosto 1911, continui a intercedere per la Chiesa, affinché ciascuno impari a cercare non ciò che è più facile, ma ciò che è santo, vivendo ogni cosa come atto d’amore offerto a Dio per il bene del mondo”, ha concludo mons. Aloise.

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