Celebrati a Catanzaro gli 80 anni dell’Unesco

in Attualitàprovincia di Catanzaro
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Anche la Calabria ha celebrato gli 80 anni della fondazione Unesco. A ricordare questa importante data è Teresa Gualtieri, presidente del Club per l’Unesco di Catanzaro e presidente onoraria della Federazione Italiana dei Club per l’Unesco – Ficlu. Ella evidenzia come “celebrare questa ricorrenza significa rinnovare l’impegno per un umanesimo condiviso e sostenibile”.

Il ruolo del Club 

Il Club per l’Unesco di Catanzaro opera coerentemente col ruolo assegnato ai club, che l’Unesco definisce suoi partner. Esso si impegna a diffondere la cultura della pace, dei diritti umani e della parità di genere.

Tutto ciò viene fatto promuovendo iniziative educative e attività di sensibilizzazione che coinvolgono scuole, istituzioni e cittadini.Nel celebrare gli 80 anni dell’Unesco, il Club di Catanzaro ha rinnovato il proprio impegno, conclude Teresa Gualtieri.

La pace non è mai conquistata una volta per tutte, ma va costruita ogni giorno nelle case, nelle scuole e nei campi sportivi.Deve essere difesa strenuamente combattendo i discorsi d’odio, favorendo il dialogo, l’ascolto e la conoscenza reciproca, come ribadito dall’Unesco nel 2023 con la nuova “Raccomandazione sull’educazione alla pace”.

80anni di storia

Ottant’anni fa, il 16 novembre 1945 a Londra, 41 Paesi fondarono l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco). I paesi approvarono l’atto costitutivo, il cui testo, entrato in vigore il 4 novembre 1946, afferma nel preambolo un principio semplice e rivoluzionario.

Il principio è: “Poiché le guerre iniziano nella mente degli uomini e delle donne, è nella mente degli uomini e delle donne che devono essere costruite le difese della pace”.

Oggi, in un mondo nuovamente attraversato da conflitti, disuguaglianze e crisi ambientali, spiega Teresa Gualtieri, la missione dell’Unesco resta più attuale che mai.

L’organizzazione è un punto di riferimento morale e culturale per il multilateralismo, la cooperazione internazionale e la tutela della dignità umana. Essa è la casa del dialogo dove si costruiscono consenso, solidarietà e speranza. Il motto del programma del nuovo Direttore Generale, Khaled El-Enany, è “Unesco for the people”.

L’Italia e la Calabria 

I traguardi dell’organizzazione sono visibili ovunque, dalla salvaguardia dei siti del Patrimonio Mondiale alla promozione dell’educazione inclusiva e alla difesa della libertà d’espressione.

L’Unesco, alla stregua di un’utopia in cammino, dà voce alle diversità, ricordandoci che la Pace si costruisce con il rispetto delle culture e con la conoscenza. Ciò è dimostrato dai riconoscimenti dei patrimoni transnazionali, veri miracoli di pace.

Dalla tutela del patrimonio mondiale alla promozione dell’etica nelle nuove tecnologie, sottolinea Gualtieri, l’Unesco rappresenta da ottant’anni la coscienza culturale del pianeta. L’Italia è tra i Paesi che più hanno contribuito alla realizzazione di questa visione universale, grazie ai suoi innumerevoli siti, paesaggi e tradizioni riconosciuti Patrimonio dell’Umanità.

In Calabria, l’Unesco è presente in modo significativo. Si annoverano le faggete primordiali del Pollino e dell’Aspromonte, la Varia di Palmi, la Riserva della Biosfera della Sila (MaB), i geoparchi del Pollino e dell’Aspromonte e il Codex Purpureus di Rossano.

Vanno aggiunte la learning city e una cattedra Unesco a Reggio Calabria. I principi dell’organizzazione costituiscono una guida preziosa nelle azioni di valorizzazione dei borghi, nella tutela del paesaggio costiero e nell’impegno per l’educazione alla sostenibilità.

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