Con una formale istanza indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr, al Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, al Presidente della Giunta Regionale della Calabria, alla Protezione Civile della Regione Calabria, al Prefetto della Provincia di Cosenza e al Presidente della Provincia di Cosenza, il sindaco della Città di Cassano All’Ionio, Gianni Papasso, ha richiesto la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi della Legge n.225/1992 per rischio crolli nel centro storico.
Il Comune dello ionio cosentino ha evidenziato, conserva un centro storico di grande bellezza e interesse, che rientra nell’elenco dei centri storici calabresi e degli insediamenti storici minori suscettibili di tutela e valorizzazione così come prevede una deliberazione di Giunta Regionale del 2011 in attuazione e così come di interesse particolare sono i nuclei storici delle frazioni di Lauropoli e Doria.
Purtroppo, ha evidenziato il primo cittadino, l’intero territorio comunale presenta una elevata sismicità e notevoli criticità di ordine idrogeologico, con rischio ancor più accentuato nel nucleo storico per le caratteristiche di una struttura urbana a forte concentrazione, attraversata da un dedalo di vicoli, scalinate, viuzze e piazzette, che conducono a centinaia di case, chiese e palazzi secolari.
Inoltre, ha aggiunto il sindaco, il progressivo e costante spopolamento e le conseguenti carenze manutentive degli edifici privati, hanno determinato negli anni numerose situazioni di degrado e di pericolo per la pubblica incolumità, come dimostrano i verbali e le ordinanze di sgombero e messa in sicurezza, che sono stati redatti dagli uffici comunali e dai Vigili del Fuoco, e i diversi crolli di coperture e murature portanti di edifici privati abbandonati che si sono verificati negli ultimi anni, che solo per miracolo non hanno registrato vittime, considerata l’immediata adiacenza e contiguità di fabbricati abitati.
Per la salvaguardia della pubblica incolumità l’Amministrazione Comunale, ha riferito il primo cittadino, è sempre intervenuta, con le proprie strutture tecniche, a delimitare e vietare l’accesso al pubblico di edifici e parte delle strade ed aree interessate dallo stato di pericolo e dai crolli.
“Le diverse e continue ordinanze di messa in sicurezza di fabbricati – spiega Papasso – hanno potuto finora conseguire il solo risultato della salvaguardia della vita umana, sebbene la maggior parte di esse non sia stata eseguita dai privati proprietari. La principale criticità, infatti, è rappresentata dal fatto che l’Ente comunale fino ad oggi si è spesso dovuto sostituire in danno ai privati per mettere in sicurezza i luoghi, impegnando risorse del proprio bilancio per garantire la sicurezza ai residenti, nonostante le diverse richieste di contributo rivolte alle istituzioni sovraordinate”.
“Un così alto numero di ordinanze – si rimarca nell’istanza – rappresenta di per sé la testimonianza e la prova della dimensione del fenomeno e del relativo rischio che minaccia il patrimonio edilizio e l’incolumità pubblica; è crescente il numero dei palazzi, anche di pregio storico che, in seguito all’assenza di interventi di cura e manutenzione, presentano crepe e cedimenti strutturali che possono generare crolli improvvisi. Nella missiva, si fa riferimento anche a una relazione congiunta del Responsabile dell’Area Lavori Pubblici, del Responsabile dell’Area Urbanistica e del Responsabile della Polizia Locale dell’ente, in cui sono state puntualmente riportate le problematiche accertate e indicate le criticità rilevate e le attività necessarie ai fini della risoluzione della complessa situazione esistente”.
Purtroppo, però, lamenta il sindaco, si è impossibilitati a procedere ad un approfondito monitoraggio ed al rilevamento capillare delle situazioni di pericolo, essendo necessarie indagini geognostiche e strutturali molto onerose, né tantomeno si è nelle condizioni di poter realizzare gli interventi di consolidamento o di demolizione necessari, per insufficienza di risorse umane ed economiche.
La situazione descritta soddisfa, pertanto i presupposti per la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi della L.225/1992, atteso che per fronteggiare la situazione emergenziale in atto, per i caratteri d’urgenza, non è sufficiente l’espletamento di procedure ordinarie, bensì si richiedono provvedimenti extra ordinem, al fine di attivare poteri straordinari per la tempestiva esecuzione di sgomberi, demolizioni e ogni attività di messa in sicurezza.
Per questo motivo, quindi, prima la giunta comunale con apposita deliberazione e dopo il consiglio comunale con altrettanto atto Deliberazione hanno stabilito di formulare richiesta alle rappresentanze istituzionali competenti, per la dichiarazione dello stato di emergenza di Cassano All’Ionio e nei nuclei storici delle frazioni di Lauropoli e Doria e di richiedere, al contempo, l’assegnazione di risorse per concorrere alle spese sostenute e da sostenere per gli interventi di immediata messa in sicurezza dei fabbricati pericolanti e di assistenza alla popolazione interessata.




























