Coldiretti corre a Strasburgo: “Mercosur boomerang per imprese agricole calabresi”

in Attualitàprovincia di Calabria
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La battaglia per la terra si sposta nel cuore delle istituzioni comunitarie. Dopo le proteste di Bruxelles, la Coldiretti non concede tregua e sceglie Strasburgo come nuovo fronte della mobilitazione permanente. Domani, martedì 20 gennaio, a partire dalle 9, davanti alla sede del Parlamento Europeo in Place de Bordeaux, mille agricoltori italiani si uniranno ai colleghi francesi della Fnsea per alzare un muro contro le politiche della commissione guidata da Ursula Von der Leyen.

Il principale nemico

Al centro della protesta c’è il reddito dei produttori e la sicurezza alimentare di 400 milioni di cittadini. La Coldiretti punta il dito contro quella che definisce una cerchia ristretta di tecnocrati, colpevole a suo dire di portare avanti progetti considerati distruttivi per le campagne.

L’obiettivo della piazza è chiaro: bloccare decisioni che metterebbero a serio rischio la sopravvivenza delle imprese agricole europee, trasformando il cibo in una semplice merce di scambio nei trattati internazionali.

Il principale nemico ha un nome preciso: l’accordo con i paesi del Mercosur. Dalla Coldiretti Calabria arriva una critica feroce, ribattezzando con ironia l’intesa, quasi a voler sottolineare come questa favorisca prevalentemente gli interessi tedeschi a discapito degli altri stati membri.

“La firma del Mercosur, senza reciprocità e le massime garanzie sui controlli, è un grave danno per cittadini, consumatori e agricoltori” spiegano i rappresentanti calabresi, evidenziando il pericolo di far arrivare sulle tavole prodotti che non rispettano gli standard sanitari e ambientali richiesti in Ue.

Tra diritti e salute

L’organizzazione non usa giri di parole per descrivere gli squilibri del mercato globale. “Importare prodotti realizzati con regole diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile è un’ingiustizia verso l’agricoltura e l’intera collettività” ribadisce la Coldiretti.

La mobilitazione promette di non fermarsi finché non arriveranno risposte chiare, con la consapevolezza che difendere le aziende agricole significa proteggere la salute pubblica. La sfida alla presidenza di Ursula Von der Leyen è lanciata: “l’agricoltura non vuole essere il prezzo da pagare per gli accordi commerciali”.

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