In merito al prolungato degrado del Villaggio del Fanciullo di Cosenza, Giacomo Mancini, esponente della direzione del Partito Democratico Calabria, ha espresso un giudizio molto critico nei confronti dell’amministrazione locale. “Non hanno abbandonato solo la città. Hanno abbandonato anche la memoria dei cosentini. Il Villaggio del Fanciullo è uno dei simboli più evidenti di quello che è accaduto a Cosenza negli ultimi cinque anni: troppe parole e troppo pochi fatti”, dichiara il dirigente politico mentre l’attenzione si focalizza sulla sorte del progetto e sulle risorse destinate all’area.

I finanziamenti e i dubbi
L’intervento contava su una solida copertura economica approvata in passato. “Parliamo di un intervento già finanziato: 452 mila euro per la riqualificazione del Villaggio e dell’area esterna, ai quali nel 2022 si aggiunsero altri 45.200 euro per l’aumento dei costi. Il progetto e le risorse c’erano”, ricorda infatti Mancini.
Nonostante nel gennaio 2023 il Comune avesse comunicato l’espletamento delle procedure, il cantiere è fermo. L’esponente dem chiede quindi chiarezza su appalti e contratti: “Chissà che questa volta dal Palazzo, invece degli insulti personali, arrivino finalmente atti, date e numeri”.
Una storia da valorizzare
Il luogo conserva un significato simbolico profondo per la comunità calabrese. Tra quelle mura Don Luigi Maletta offrì accoglienza, istruzione e un mestiere a generazioni di ragazzi, mentre negli anni 90 gli stessi spazi presero nuova vita tramite il centro sociale Gramna.
“La memoria, però, non può essere nostalgia. Don Luigi Maletta dava ai ragazzi gli strumenti per costruirsi un futuro nel suo tempo. Dobbiamo fare la stessa cosa con i giovani di oggi, utilizzando gli strumenti del nostro tempo”, precisa l’ex parlamentare socialista nell’evidenziare la necessità di una nuova prospettiva per la struttura.

La Fucina dei Giovani
La proposta avanzata da Mancini punta a una trasformazione radicata nell’innovazione e nelle nuove competenze: “Ieri al Villaggio del Fanciullo si imparava un mestiere. Domani si deve tornare a imparare come costruirsi un futuro. La Fucina sarà un luogo del fare: uno spazio dove studiare, incontrarsi, acquisire competenze, sviluppare progetti e confrontarsi con le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale”.
L’obiettivo è quello di realizzare un centro dinamico: “Far rinascere il Villaggio del Fanciullo significa esattamente questo: trasformare la memoria in futuro”, conclude Mancini.































