Si è chiusa ufficialmente una fase cruciale per la mobilità della città di Cosenza. Nell’ambito della liquidazione giudiziale presso il Tribunale bruzio, la procedura competitiva per la vendita del ramo d’azienda del trasporto pubblico locale di Amaco ha trovato un esito definitivo. Il curatore fallimentare Fernando Caldiero ha comunicato l’aggiudicazione del Ramo Tpl Amaco al Consorzio Autolinee Tpl per un importo di 2,1 milioni di euro. L’operazione include non solo la gestione del servizio, ma anche la quota societaria detenuta da Amaco all’interno della consortile CoMeTra., consolidando così il nuovo assetto gestionale del settore.
La continuità del servizio
Secondo quanto emerso dagli atti depositati nel fascicolo informatico della procedura, quella del Consorzio Autolinee Tpl è stata l’unica offerta pervenuta sul tavolo della curatela.
L’aggiudicazione è stata formalmente notificata a tutti i soggetti istituzionali e sociali coinvolti, tra cui il Giudice delegato, il Comitato dei creditori, la Regione Calabria, il Comune di Cosenza e le organizzazioni sindacali.
Il passaggio di proprietà segna la fine dell’incertezza societaria legata al fallimento della storica azienda municipalizzata, aprendo però un dibattito serrato sulle modalità di gestione della fase transitoria e sul mantenimento dei livelli qualitativi del servizio urbano.

La tutela occupazionale
Nonostante la conclusione della vendita, resta alta la tensione sul fronte sindacale. Andrea Mazzuca, Segretario della Uiltrasporti Cosenza, è intervenuto con fermezza per ribadire che la priorità assoluta deve essere la salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro.
Secondo il sindacato, non è ammissibile che un cambio di proprietà si traduca in esuberi o penalizzazioni per il personale.
Mazzuca ha ricordato che le lavoratrici e i lavoratori di Amaco garantiscono da anni un servizio essenziale alla cittadinanza e che il loro assorbimento nel nuovo soggetto industriale deve essere totale e senza distinzioni di categoria o settore.
Gli impegni della politica
La Uiltrasporti ha rivolto un appello diretto alle istituzioni locali e regionali, richiamandole agli impegni assunti durante i tavoli di confronto precedenti alla vendita. Andrea Mazzuca ha sottolineato come la politica abbia l’obbligo morale e costituzionale di garantire il diritto al lavoro, onorando le promesse di stabilità fatte ai dipendenti.
Il sindacato respinge con forza qualsiasi ipotesi di discriminazione tra le diverse mansioni legate alla mobilità, sostenendo che l’intera forza lavoro del settore autoferrotranviario merita eguale tutela e garanzia in questa delicata fase di subentro aziendale.




























