Il Gup di Catanzaro, Piero Agosteo, ha assolto i fratelli Eugenio e Sebastiano Sgromo di Lamezia Terme e il colonnello Albano Formoso della Guardia di Finanza, con la formula “perché il fatto non sussiste”. La decisione riguarda l’accusa di corruzione in atti giudiziari avanzata nei loro confronti e relativa a un procedimento cominciato nel 2023.
Il processo si è svolto con rito abbreviato, al termine di un’indagine iniziata dalla Procura di Catanzaro, che aveva portato all’emissione di misure cautelari contro i tre imputati. La pm Veronica Calcagno, aveva chiesto una condanna a sette anni di reclusione per i fratelli e sei anni per il finanziere.
Secondo l’accusa, Formoso avrebbe violato il suo dovere di imparzialità nel ridurre l’entità di un sequestro di denaro ai danni degli Sgromo. La vicenda era stata al centro di varie valutazioni da parte del tribunale, che aveva dapprima confermato la legittimità della restituzione del denaro, e successivamente la Cassazione aveva annullato questa decisione, rinviando gli atti.
Gli avvocati degli imputati, tra cui Enrico Grosso, Giuseppe Fonte, Francesco Gambardella e Massimiliano Carnovale, avevano sostenuto con fermezza che non c’erano prove di corruzione e che tutte le decisioni erano state prese nel rispetto delle regole e del principio di imparzialità.




























