Tra le strade di Crotone, nei pressi della chiesa di San Domenico, si consuma un nuovo capitolo di una battaglia urbanistica che dura da oltre un decennio. L’Associazione residenti corso Mazzini e via Firenze ha presentato un’osservazione al nuovo Psc, il piano strutturale comunale, chiedendo che la zona compresa tra corso Mazzini e via Roma tornasse alla sua vocazione originaria. L’idea dei cittadini è semplice quanto ambiziosa: trasformare quegli spazi in verde e servizi, garantendo parcheggi e il prolungamento di via Firenze verso il mare, a beneficio di tutta la collettività.
L’ostacolo dell’inesistente
La risposta del Consiglio Comunale è arrivata come una doccia fredda, motivata da un ostacolo che per i residenti avrebbe dell’incredibile. L’amministrazione ha respinto la proposta sostenendo che l’area sarebbe già oggetto di un intervento in itinere, previsto fin dal documento preliminare del piano.
Gli uffici hanno fatto riferimento a una lottizzazione approvata con una delibera del 2010, la numero 75. Tuttavia, leggendo quelle carte, i residenti sono rimasti increduli: quel progetto non esiste più sul piano legale, cancellato da una sentenza definitiva che sembra essere stata dimenticata nei cassetti del Municipio.

Sentenza nel dimenticatoio
La delibera citata dal comune è stata infatti annullata dal Consiglio di Stato con la sentenza numero 2965 nel lontano 2014, a seguito del ricorso presentato proprio dall’associazione.
Nonostante le ripetute comunicazioni formali inviate negli anni agli uffici competenti, il fantasma di quella lottizzazione continua a vagare tra le pagine del nuovo strumento urbanistico.
Per i residenti, non aver esaminato l’osservazione sulla base di una motivazione inesatta rappresenta una ferita profonda, che mortifica la coscienza ambientalista che l’amministrazione attuale aveva promesso di sostenere e valorizzare.
La parola alla Procura
La vicenda non è destinata a chiudersi tra le mura del Consiglio. L’associazione ha già annunciato che si rivolgerà a ogni autorità competente per far valere i propri diritti.
La battaglia legale si sposta ora su più fronti, coinvolgendo anche la Procura della Repubblica per altri procedimenti connessi. I cittadini rimangono fiduciosi negli sviluppi della giustizia, determinati a impedire che un errore burocratico vecchio di 12 anni possa condizionare il futuro urbanistico di una città che chiede trasparenza e spazi vivibili.




























