Dalla provincia di Catanzaro alle aule dell’Università di Cambridge, passando per la solida formazione ricevuta all’Università della Calabria. È l’eccellente percorso della giovane Gaia Bertolino, 25 anni, originaria di Simeri, frazione del comune di Simeri Crichi. Nell’ottobre 2025 la ricercatrice ha iniziato un importante dottorato di ricerca in Computer Science presso uno degli atenei più rinomati al mondo. Il suo progetto di studio è sostenuto nell’ambito delle prestigiose azioni Marie Skłodowska-Curie finanziate dall’Unione Europea, programmi competitivi destinati alla formazione e alla mobilità internazionale dei giovani studiosi. Il dottorato, della durata di circa 4 anni, la vedrà impegnata su un tema fondamentale: l’affidabilità dei sistemi di intelligenza artificiale applicati alla diagnostica respiratoria.

Dalla traccia sonora alla diagnosi
La ricerca di Gaia riguarda lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale conversazionale focalizzati sulla salute delle vie respiratorie.
Questi complessi sistemi informatici sono capaci di analizzare registrazioni audio di tosse, respiro e suoni polmonari, comprendendo le domande formulate dagli utenti per compiere compiti specifici.
Un medico o un paziente può fornire una traccia sonora e chiedere al sistema se siano presenti anomalie o sintomi compatibili con una determinata patologia.
L’algoritmo elabora le informazioni e restituisce una risposta chiara in linguaggio naturale, superando i limiti dei tradizionali strumenti che generano solo punteggi tecnici o classificazioni di difficile lettura per chi non possiede competenze specialistiche. L’obiettivo principale è facilitare una prima valutazione medica tramite smartphone o dispositivi indossabili.

Sapere quando tacere
Il nodo centrale dello studio è la sicurezza clinica, poiché un sistema che comunica in modo fluido non è necessariamente privo di errori.
In ambito sanitario, una risposta fornita con falsa sicurezza ma basata su un audio disturbato può rivelarsi molto pericolosa. Per questa ragione Gaia Bertolino lavora a modelli capaci di riconoscere la propria incertezza e di richiedere una registrazione migliore o rinviare la decisione a un medico specialista.
La capacità di comprendere i propri limiti è essenziale per rendere l’intelligenza artificiale davvero utilizzabile nella pratica quotidiana, evitando predizioni potenzialmente dannose nei casi più complessi. La ricerca analizza inoltre come la risposta degli algoritmi vari al cambiare dei dispositivi o in presenza di ambienti rumorosi.

Una eccellenza regionale
Prima di approdare nel Regno Unito, la ricercatrice ha completato gli studi in Italia. Dopo il diploma al Liceo Scientifico Luigi Siciliani di Catanzaro, ha conseguito la laurea triennale e poi la magistrale in Ingegneria Informatica con indirizzo in Intelligenza Artificiale presso il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica dell’Università della Calabria.
La sua tesi è stata supervisionata dal professor Domenico Talia e dalla professoressa Cecilia Mascolo, ponendo le basi per l’attività svolta oggi nel Mobile Systems Lab dell’Università di Cambridge.
“Venendo da un piccolo paese del Sud, ho scelto di studiare all’Unical perché credevo nelle opportunità che poteva offrirmi” racconta Gaia, con l’auspicio di poter un giorno restituire valore alla propria terra d’origine.





























