Il Senato ha approvato il decreto sui carburanti, un provvedimento urgente già operativo dal 18 marzo e ora atteso dall’esame dell’altro ramo del Parlamento per la conversione in legge entro 60 giorni. L’obiettivo è contenere gli aumenti dei prezzi e garantire regole più chiare lungo tutta la filiera.
Listini sotto controllo
Tra le principali novità c’è il rafforzamento del monitoraggio dei listini: le aziende del settore dovranno comunicare quotidianamente i prezzi, con sanzioni in caso di aumenti non giustificati. Previsto anche il divieto di modificare i costi nell’arco della stessa giornata, per evitare variazioni improvvise.
Sul fronte economico, il decreto introduce un credito d’imposta per le imprese di autotrasporto e un analogo sostegno per il comparto ittico, particolarmente colpito dal caro carburante. È inoltre prevista una riduzione di 25 centesimi sul costo del gasolio per alleggerire i costi operativi delle attività più esposte.
Nel testo entra anche il meccanismo delle accise mobili, che consente allo Stato di intervenire sulla tassazione in base all’andamento dei prezzi, con l’obiettivo di limitare eventuali rialzi.
Un intevento immediato
«Il Senato ha approvato un intervento immediato per sostenere imprese e cittadini», ha dichiarato il senatore Ernesto Rapani. «Si introducono regole più chiare e strumenti utili per affrontare una fase complessa».
Inoltre ha commentato anche il fermo delle marinerie di Schiavonea e Cariati: «Comprendo le ragioni dei pescatori e il disagio che stanno vivendo. I costi del carburante incidono in modo diretto sull’attività e sulla tenuta economica del settore».
Ha poi aggiunto che il credito d’imposta rappresenta «una prima risposta concreta», pur lasciando aperto il confronto per ulteriori misure a sostegno del comparto.




























