La letteratura d’indagine si sposta nel cuore della Calabria per svelare i retroscena della lotta alla grande criminalità organizzata. Martedì 23 giugno alle 16, la Sala Conferenze del Centro Polifunzionale della Polizia di Stato a Catanzaro ospiterà la presentazione del libro intitolato Parlano i fatti, verità inutili, eppure necessarie. L’evento culturale mette al centro l’esordio letterario del saggista ed ex investigatore sotto copertura Antonello Gaetano. Questa importante iniziativa è stata promossa e organizzata dalle segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali Siulp, Sap e Fsp Polizia di Stato di Catanzaro, da tempo impegnate a valorizzare il ruolo umano dei colleghi.
Il tavolo dei relatori
L’incontro istituzionale permetterà di approfondire le tematiche professionali e il legame profondo che unisce le forze dell’ordine alla cittadinanza.
I lavori della serata saranno aperti dal questore di Catanzaro, Giuseppe Linares. Subito dopo interverranno i segretari generali provinciali dei tre sindacati che hanno promosso l’evento, ossia Andrea Sirianni per il Sindacato Unitario Lavoratori di Polizia, Sergio Riga per il Sindacato Autonomo di Polizia e Rocco Morelli per la Federazione Sindacale di Polizia di Catanzaro.
A gestire il dibattito in sala sarà la nota giornalista Patrizia Canino, che dialogherà direttamente con l’autore guidando il pubblico alla scoperta del processo creativo.
Una vita sotto copertura
L’autore dell’opera è un ex poliziotto d’élite che i media nazionali hanno spesso definito un superpoliziotto a causa delle sue complesse missioni.
Per oltre trent’anni l’investigatore ha operato nel contrasto ai clan, prestando servizio inizialmente tra la Criminalpol di Genova e la Squadra Mobile, coordinando complesse indagini internazionali sulle rotte del narcotraffico tra Europa e Americhe.
Successivamente è passato al Servizio Centrale Operativo di Roma, lavorando a lungo nel Sud Italia. Il romanzo si sviluppa proprio tra questi territori, partendo da un’indagine ordinaria su trafficanti albanesi che si rivela poi una rete globale invisibile legata alla Dea e alla ndrangheta.




























