Nel quadro delle forti tensioni sui mercati energetici internazionali, la Guardia di Finanza, anche in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza Prezzi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha intensificato la vigilanza nel settore dei carburanti per garantire la trasparenza e tutelare consumatori e imprese regolari.

Il contrasto alle frodi
Tra il 1° marzo e il 31 luglio scorsi, i reparti del corpo hanno concluso 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, denunciando all’autorità giudiziaria 265 soggetti e sottoponendo a sequestro oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotto, con consumi accertati in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi. Le condotte illecite più rilevanti riguardano i cosiddetti “designer fuels“, ovvero prodotti petroliferi qualificati con denominazioni diverse per eludere gli obblighi fiscali, l’individuazione di depositi clandestini e distributori abusivi, oltre a sistemi organizzati per la commercializzazione illecita di carburanti agevolati.

La trasparenza sui prezzi
Parallelamente alle attività di polizia giudiziaria e tributaria, l’azione di controllo si è concentrata sul rispetto degli obblighi di informazione e trasparenza verso i consumatori finale.
Sempre dal 1° marzo al 31 luglio sono stati eseguiti 3.428 interventi nei confronti degli impianti di distribuzione stradale, contestando 2.279 violazioni a 937 operatori del settore.
Le irregolarità più diffuse hanno riguardato la mancata esposizione dei prezzi praticati alla pompa e la difformità tra i valori comunicati e quelli realmente applicati agli utenti.
Allo stesso tempo, la Guardia di Finanza ha approfondito le verifiche su oltre 400 contesti tra depositi fiscali e commerciali in attuazione delle recenti disposizioni normative per garantire stabilità e correttezza lungo l’intera catena di approvvigionamento.
Carburante agricolo venduto in nero: frode da 8mln, la base nel crotonese
Le attività in Calabria
Un’articolata indagine condotta dal Nucleo Polizia economico-finanziaria Catanzaro ha disarticolato invece un’associazione per delinquere operante nel crotonese con ramificazioni in altre province della Calabria e del Veneto.
Il sistema fraudolento si basava sull’acquisto di carburante ad accisa e Iva agevolate tramite documentazione falsa inviata ad Arcea, attestante l’esercizio fittizio di attività agricole a elevato fabbisogno energetico come le cosiddette “serre“.
Il prodotto ottenuto veniva poi rivenduto illecitamente ad autotrasportatori e imprese di movimento terra. L’operazione si è conclusa con la denuncia di 29 soggetti per associazione a delinquere, frode fiscale ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, oltre all’esecuzione di un sequestro preventivo di beni mobili, immobili e risorse finanziarie per un valore complessivo superiore a 8 milioni di euro.
































