Per quanto si apprende da una nota della Congregazione di Misericordia di Diamante pare che la situazione della dott.ssa Bernaudo, direttore del distretto sanitario Tirreno, “stia peggiorando giorno dopo giorno; questa volta appare chiaro che la Bernaudo – affermano dalla Misericordia – rischi di mettere mano al proprio portafogli vista l’azione di danno che la Misericordia di Diamante pare in procinto di intentare nei suoi confronti per il ristoro delle conseguenze derivanti dagli enormi ritardi nel pagamento di quelle spettanze che la Bernaudo assume come non dovute ma per le quali non ha mai inviato alcuna comunicazione ufficiale all’associazione”.
“La Bernaudo – si afferma dai vertici Misericordia – pensa di gestire il conto privato di casa propria e non quello di un ufficio pubblico nel quale qualsiasi atto va comunicato indirizzandolo in maniera ufficiale e secondo regole ben precise; pensa di fare e disfare a suo piacere senza mettere al corrente delle sue decisioni il soggetto coinvolto da quelle stesse decisioni, che assumiamo come arbitrarie, che lei stessa pone in essere in modo assurdo, abnorme e forse anche anomalo ed illegale. Tutto è fatto a voce come se fossimo nell’ascensore di un condominio dove si discute del tempo; veniamo a conoscenza di fatti, per noi gravi, solo perché telefona un dipendente, a nome della Bernaudo, il quale si rifiuta di chiederci per iscritto quanto richiesto telefonicamente. Con la Bernaudo gli uffici pubblici sembrano essersi trasformati in qualcosa di privato, personale e del tutto privi di qualsiasi ufficialità propria di un ente. Siamo intenzionati ad Intentare una azione di danno nei suoi confronti affinche questi continui ostacoli al nostro operare vengano dissolti in un modo o nell’altro. D’altra parte quello della Bernaudo è solo uno dei mattoni di un muro che, con ostacoli continuamente frapposti, si sta cercando di costruire contro la Misericordia di Diamante da diverso tempo, sia all’interno di alcuni ambienti ASP sia all’esterno in ambienti direttamente o indirettamente a contatto con l’ASP di Cosenza.”



























