Distributore rapinato 22 anni fa: il Dna incastra Alessio Ricco. Nuovo arresto

in Cronacaprovincia di Cosenza
00:00 00:00

Nuova tegola giudiziaria per Alessio Ricco, 40enne ritenuto esponente di spicco degli Scornaienchi, costola della più nota cosca di ‘ndrangheta dei Muto di Cetraro, nel cosentino, attualmente detenuto a Catanzaro essendo stato catturato, nello scorso mese di ottobre, dopo circa un anno e mezzo di latitanza.

Catturato esponente di spicco degli Scornaienchi, era ricercato da quasi due anni

Il Colpo del 2023

Nella mattinata di oggi, i Carabinieri di Paola, gli uomini della Guardia di Finanza di Catanzaro e dello Scico di Roma, gli hanno infatti notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del capoluogo di regione su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Gli inquirenti lo ritengono responsabile di una rapina pluriaggravata eseguita con l’utilizzo del metodo mafioso e che avrebbe agevolato il gruppo mafioso diretto da Giuseppe Scornaienchi.

Si ipotizza dunque che Ricco ed un’altra persona, ancora ignota, il 17 gennaio del 2003 abbiano rapinato il gestore di un distributore di carburante di Guardia Piemontese, nell’Alto Tirreno cosentino.

La vittima fu minacciata con una pistola puntata alla fronte, scaraventata a terra e poi costretta a consegnare circa 900 euro. In pratica l’incasso della giornata.

La forza intimidatrice

Le investigazioni svolte all’epoca dai Carabinieri, portarono al ritrovamento, nella vicina Acquappesa, dell’auto usata per il colpo, che risultò rubata.

All’interno fu trovato e sequestrato un passamontagna, sul quale gli esperti del Ris di Messina, dopo aver estratto il Dna, hanno poi svolto degli accertamenti tecnici, risultati determinanti: il profilo acquisito a suo tempo e conservato, di recente è risultato difatti del tutto sovrapponibile a quello dell’indagato.

Gli investigatori sostengono che le modalità della rapina, “concretizzatasi nel compimento di un’azione brutale finalizzata alla partecipazione ‘parassitaria’ ai proventi di un’impresa”, sarebbero “evocative della forza intimidatrice tipica del metodo mafioso”.

Nell’ambito delle indagini anche significative le evidenze acquisite dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catanzaro e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.