“La casa è dove si trova il cuore” scriveva Plinio il Vecchio, e per molti quella casa si chiama Calabria. Esistono luoghi capaci, più di altri, di costruire percorsi di accoglienza e di narrare un territorio attraverso modalità nuove e inclusive. In questa terra, la capacità di accogliere non è solo un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che si intreccia con la storia e l’identità di un intero popolo.

La memoria viva
A tre anni dalla tragica strage di Cutro, dove nella notte del 26 febbraio 2023 persero la vita 94 migranti, prende vita un’iniziativa dal forte valore simbolico intitolata Calabria significa casa.
Il cuore del progetto è Nyumba, che in lingua Swahili significa appunto casa. Si tratta di un’opera estesa ideata da Paola Bottero, nata inizialmente come docufilm diretto da Francesco Del Grosso e prodotto da Indaco Film con il supporto della Calabria Film Commission. Oggi questo racconto prosegue grazie all’impegno dell’associazione culturale Incroci.
Le voci corali
Il progetto mette al centro le storie di Abdoulaye, Alex, Hafsa, Moussa e Sisi. Come spiega la sceneggiatrice Paola Bottero, queste testimonianze “raccontano un’altra Calabria: quella fatta di persone che operano nel terzo settore, di cittadini che ritengono l’accoglienza una base imprescindibile del vivere quotidiano”.
L’obiettivo principale è rappresentare una terra fatta di amore e appartenenza, utilizzando le voci di chi l’ha scelta come propria dimora per mostrarne la bellezza più profonda.

Gli incontri itineranti
Il cammino di Nyumba sul territorio partirà con la premiere di giovedì 19 febbraio a Catanzaro, per concludersi lunedì 2 marzo a Lamezia Terme.
Ogni tappa prevede la proiezione del film seguita da un dibattito che coinvolgerà studenti, istituzioni e società civile. I dettagli del tour saranno svelati mercoledì 18 febbraio alle 11:30 a Reggio Calabria, presso il Polo culturale Mattia Preti.
All’incontro parteciperanno figure istituzionali come Salvatore Cirillo, Domenico Mantegna, Maria Paola Sorace e Carlo Frasca, insieme alla stessa Paola Bottero, per ribadire che questa iniziativa è un percorso necessario per ricordare chi siamo.





























