Edicolanti in protesta: finanziamenti per salvare il settore, parte raccolta firme

in Attualitàprovincia di Calabria
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“È partita in questi giorni la raccolta firme per l’appello degli edicolanti al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica per destinare alle edicole una parte consistente del finanziamento pubblico per l’editoria. L’appello nazionale è promosso dal sindacato edicolanti Sinagi e anche in Calabria (associati e non) hanno aderito alla raccolta firme tra i cittadini per far conoscere ai lettori la situazione in cui la categoria versa da tempo e aderire alla causa”.

Lo afferma il sindacato calabrese Sinagi che spiega: “i giornalai vivono da anni in una crisi profonda da cui non sembra esserci una via d’uscita. Eppure l’edicola è un luogo di incontro quotidiano e da sempre rappresenta una lanterna accesa sulle città, grandi e piccole, nei centri storici e nelle periferie, fino ai luoghi più remoti del territorio: un baluardo insostituibile – avanza scoraggiato il comparto – per una stampa libera e accessibile a tutti i cittadini. L’edicola dovrebbe essere il soggetto a cui l’intera editoria dovrebbe guardare con un occhio di riguardo, visto che l’80% del fatturato del settore passa da qui, attraverso un lavoro quotidiano che inizia anche prima dell’alba, per tutti i giorni dell’anno”.

“Al contrario alcuni editori, grazie anche ai finanziamenti pubblici, entrano sul mercato con politiche assurde sui prezzi di copertina, abbonamenti a prezzi stracciati, abbassamento dell’aggio a favore dei punti vendita dal 24 al 19% e stanno così accelerando il momento del non ritorno. Oltre 400 rivendite di giornali hanno chiuso in Calabria nell’ultimo decennio togliendo a migliaia di cittadini, soprattutto residenti nelle realtà collinari e nei piccoli comuni, il diritto all’informazione costituzionalmente garantito”.

“Una situazione che oltre sulle edicole ha avuto e ha pesanti ripercussioni negative anche sulla fragile editoria locale. Per tali ragioni il Sinagi e i colleghi tutti invitano i cittadini a recarsi presso la loro edicola a firmare l’appello. Col presente appello, – conclude il sindacato – gli edicolanti chiedono perciò al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri, tramite il Sottosegretario con delega all’editoria, di destinare alle edicole una parte consistente del finanziamento pubblico rivolto fino ad oggi alle case editrici, e di farsi parte attiva nei confronti degli editori per la definizione di un nuovo accordo nazionale con gli edicolanti che stabilisca regole operative e corrispettivi economici in grado di stabilizzare il settore”.

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