Elezioni. I vescovi: andate a votare! La democrazia chiede rinnovamento

in Politicaprovincia di Calabria
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“La democrazia è un bene fragile e prezioso, che non si conserva da sola ma chiede di essere vissuta e rigenerata ogni giorno”: con questo incipit i vescovi calabresi, in vista delle prossime elezioni regionali hanno voluto rivolgere un appello “forte e chiaro” alle comunità ecclesiali e civili affinché il prossimo 5 e 6 di ottobre si rechino a votare: “la partecipazione – affermano – non è un accessorio, ma un compito che interpella la coscienza di ciascuno, non è un rito stanco, ma un atto di rigenerazione collettiva”,

Il cammino della Chiesa

I presuli della Conferenza Episcopale Calabra ribadiscono come il recente cammino della Chiesa regionale li abbia sollecitati a riscoprire alcune priorità decisive: “l’impegno di tutti per la trasformazione della società, l’attenzione a chi resta ai margini, la costruzione di una cittadinanza solidale, la centralità del bene comune come criterio di giudizio”.

“È questo – aggiungono – il cuore di una visione che spinge a costruire, insieme, la città degli uomini e delle donne di buona volontà, nella logica di un umanesimo integrale, capace di tenere insieme sviluppo e giustizia, libertà e responsabilità, diritti e doveri. La democrazia non è mai neutra: o si rinnova come spazio di giustizia o diventa terreno fertile per clientele e rendite di posizione”.

Le parole di Francesco

I vescovi rammentano poi le parole usate l’anno scorso dal compianto Papa Francesco alle Settimane Sociali di Trieste, durante le quali ha usato un’immagine potente: “la crisi della democrazia come un cuore ferito. Un cuore che soffre quando prevalgono corruzione e illegalità, quando la politica diventa autoreferenziale, incapace di ascolto e di servizio”.

“Un cuore – proseguono – che si ammala quando cresce la cultura dello scarto e intere fasce di popolazione – poveri, giovani, anziani, persone fragili – vengono emarginate. Ogni volta che qualcuno è escluso, tutto il corpo sociale ne porta la ferita. L’apatia civica non è solo un fatto individuale, ma il sintomo di un tessuto sociale indebolito, che rischia di trasformare i cittadini in spettatori di un copione scritto da altri”.

Partecipare e non parteggiare

In quella stessa occasione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto domande che secondo la Cec “ci toccano da vicino”: “Si può pensare di contentarsi che una democrazia sia imperfetta? Di contentarsi di una democrazia a bassa intensità? Si può pensare di arrendersi al crescere di un assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica? Può esistere una democrazia senza il consistente esercizio del ruolo degli elettori?” ha affermato il Capo dello Stato ammonendo a non confondere il parteggiare con il partecipare, e ricordando che “al cuore della democrazia vi sono le persone, le relazioni, le comunità”.

L’astensione non è mai neutrale

“Queste parole – dicono ancora i vescovi – illuminano la nostra responsabilità come cittadini e come cristiani. L’astensione e l’indifferenza non sono mai neutrali: finiscono sempre per gravare sui più deboli e consegnano il futuro nelle mani di pochi. Partecipare, invece, significa prendersi cura del cuore della nostra terra, contribuendo con il proprio voto alla costruzione di una Calabria più giusta, solidale e fraterna”.

Per questo, i vescovi invitano tutti a vivere le elezioni regionali non come un adempimento formale, ma come un’occasione concreta di libertà e di scelta responsabile.

“La democrazia – affermano – si alimenta della voce di ciascuno: scegliere significa incidere sul presente e aprire possibilità di futuro. Non c’è libertà senza scelta, non c’è bene comune senza partecipazione. Chi rinuncia a scegliere rinuncia a costruire il proprio futuro: è un lusso che la nostra terra, già solcata da diseguaglianze e migrazioni forzate, non può in alcun modo permettersi”, concludono i vescovi.

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