Il fascino della viticoltura eroica ha conquistato la costa ionica in un racconto di profumi, sapori e passioni. Si è concluso con una straordinaria partecipazione il terzo incontro promosso dalla delegazione Fisar di Reggio Calabria. Roccella Ionica ha fatto da cornice a una masterclass esclusiva incentrata sulle eccellenze enologiche nate all’ombra del grande vulcano siciliano. L’evento ha saputo coniugare la cultura del vino con un profondo approfondimento tecnico, regalando ai presenti un’esperienza sensoriale unica e coinvolgente.

Il territorio
A guidare il pubblico in questo affascinante viaggio attraverso i diversi versanti montani è stato Gaetano Prosperini, responsabile di zona della delegazione reggina. Con grande competenza, il relatore ha illustrato l’unicità geologica dei suoli vulcanici e la ricchezza dei vitigni autoctoni.
“Un percorso tecnico e sensoriale” ha spiegato il delegato Fisar di Reggio Calabria, Giovanni Galasso, “che ha permesso agli ospiti di comprendere come altitudine, composizione dei terreni, esposizione e microclima influenzino profondamente l’identità dei vini etnei”.
La degustazione ha messo a confronto un Etna bianco e un Etna rosso per ogni versante, svelando l’eleganza di ogni singola sfumatura.

I produttori
La serata ha vissuto un momento di grande valore grazie alla presenza di Gina Russo, nota produttrice vitivinicola e presidente delle Strade del vino e dei sapori dell’Etna.
La sua partecipazione ha favorito un dialogo diretto e costruttivo tra i professionisti del settore, i sommelier e i semplici appassionati. Successivamente, la cultura del vino si è trasferita a tavola.
“Abbiamo proposto una cena a base di preparazioni abbinate ad ulteriori vini prodotti sull’Etna, in un’atmosfera raffinata” ha aggiunto Giovanni Galasso, celebrando così la tradizione siciliana.

Il brindisi
Al termine dell’incontro, gli ospiti hanno ricevuto un omaggio speciale per ricordare l’esperienza. Come da tradizione per gli appuntamenti della delegazione, è stato consegnato un calice ricordo, con i dettagli della serata e la firma del relatore.
“Una serata di alto profilo culturale ed enogastronomico” ha concluso Galasso, “che ha confermato ancora una volta quanto i vini dell’Etna rappresentino oggi una delle espressioni più autentiche e apprezzate del panorama vitivinicolo mondiale”.




























