Un nutrito gruppo di lavoratori appartenenti alla categoria degli ex Tis, i Tirocinanti di Inclusione Sociale di Catanzaro e della provincia ha sollevato una dura protesta formale. Gli operatori denunciano apertamente di essere stati del tutto abbandonati dalla politica calabrese dopo aver prestato servizio con dedizione per moltissimi anni all’interno degli enti pubblici della regione, comprese le scuole pubbliche. Il fulcro della contestazione risiede nel fatto che, mentre moltissimi loro colleghi sono stati stabilizzati o si trovano attualmente in fase di contrattualizzazione all’interno degli uffici in cui prestavano servizio, una parte consistente di personale è rimasta totalmente esclusa da questi provvedimenti normativi.

La disparità economica
La disparità di trattamento emersa sul territorio regionale ha assunto proporzioni notevoli e penalizzanti per il sostentamento delle famiglie.
Attualmente coloro che sono rimasti fuori dai percorsi di inserimento occupazionale sono costretti a frequentare i corsi Gol percependo una modesta indennità oraria pari a circa 3,50 euro l’ora.
Nel loro accorato appello pubblico, gli ex collaboratori puntano il dito contro quei primi cittadini che, pur avendo le piene facoltà, non hanno avviato le pratiche per l’assunzione del personale.
Si evidenzia a loro dire una forte ingiustizia poiché gli enti che hanno stabilizzato una parte dei soggetti riceveranno ulteriori unità finanziate, mentre gli esclusi non hanno prospettive.
Le richieste alla Regione
La delegazione dei manifestanti si rivolge direttamente ai vertici della Cittadella di Germaneto per sbloccare l’attuale situazione di stallo occupazionale.
Gli interessati esortano formalmente la Regione Calabria ad avviare con urgenza un percorso mirato di stabilizzazione sia all’interno degli enti che non hanno mai ospitato personale in tirocinio, sia nelle diverse aziende subregionali.
Parallelamente, in attesa che si giunga a una definizione burocratica della vertenza, viene sollecitato lo stanziamento immediato di un sussidio economico straordinario che sia in grado di garantire un livello minimo di tutela assistenziale a chi oggi si ritrova privo di impiego.

Un disparità evidente
Le parole usate dai portavoce della protesta descrivono in modo nitido la gravità e la sofferenza della situazione lavorativa che si è venuta a creare.
I rappresentanti hanno infatti dichiarato che “la disparità è evidente: c’è chi continua a percepire la mensilità grazie alla stabilizzazione, chi ha avuto una proroga fino al 31 dicembre 2026 e chi invece è stato allontanato dagli enti ed è stato indirizzato ai corsi Gol con un compenso di appena 3,50 euro l’ora”.
Lo sfogo prosegue con fermezza: “Non è accettabile che esistano lavoratori di serie a e di serie b. Dopo anni di servizio chiediamo pari dignità, pari diritti e una soluzione concreta per tutti gli ex Tis ancora esclusi, in quanto non è colpa nostra se alcuni enti non hanno voluto procedere con le stabilizzazioni pur avendone la possibilità economica”.
L’amarezza verso i sindacati
La sfiducia dei lavoratori colpisce in modo diretto anche le sigle sindacali che avrebbero dovuto tutelare i loro diritti contrattuali. Il gruppo ha espresso profonda amarezza e forte delusione nei confronti delle organizzazioni sindacali confederali, accusandole apertamente di essersi limitate alla sola diffusione di comunicati stampa sterili senza offrire alcuna rappresentanza reale sul campo a chi è rimasto fuori dai decreti.
L’appello si chiude con la richiesta perentoria di un intervento immediato dei rappresentanti istituzionali affinché venga finalmente assicurata pari dignità a coloro che hanno svolto il medesimo percorso formativo negli enti locali.




























