La giornata conclusiva delle celebrazioni della Domenica del Mare si è conclusa domenica scorsa nel contesto del Mercato Ittico di Schiavonea, situato nell’area portuale di Corigliano-Rossano. Si tratta di un appuntamento nazionale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana tramite l’apostolato del mare, una ricorrenza internazionale celebrata dalla Chiesa nella seconda domenica di luglio per pregare e sensibilizzare sulle condizioni di vita dei lavoratori marittimi e delle loro famiglie. L’evento ha vissuto un importante momento preliminare nella giornata di sabato nell’area portuale di Cariati con un convegno coordinato da Assunta Scorpiniti, direttrice del Museo del Mare di Cariati.

Istituzioni a confronto
Durante l’incontro di sabato sono intervenuti per i saluti istituzionali il vicesindaco di Cariati Maria Crescente e il comandante della Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro Tullio Arcangeli.
Il dibattito ha visto la partecipazione del direttore diocesano dell’Apostolato del Mare don Giuseppe Ruffo, del dottor Luigi Leotta in qualità di presidente nazionale di Stella Maris, del dottor Cufari come presidente della sezione di Cariati della Lega Navale Italiana e di don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della Cei. La discussione ha rimarcato la centralità del lavoro marittimo nell’economia globale.

La solenne celebrazione
La mattinata di domenica a Schiavonea si è aperta con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Rossano-Cariati sua eccellenza monsignor Maurizio Aloise.
Il presule ha rivolto un intenso messaggio di gratitudine e speranza ricordando che dietro ogni nave ci sono volti, famiglie e lunghi mesi di lontananza da casa.
Nell’omelia l’alto prelato ha sottolineato il valore del lavoro sui pescherecci spiegando che “il mare non è soltanto uno sfondo: diventa il luogo dell’incontro, della missione, della speranza“. Il discorso ha esortato i presenti a non lasciarsi scoraggiare dalle attuali difficoltà economiche del settore.
Tutela e accoglienza
Un passaggio significativo dell’omelia ha riguardato lo stretto legame tra la salvaguardia dell’ambiente e la centralità dell’essere umano.
L’arcivescovo ha espresso con chiarezza il pensiero della Chiesa affermando che “non possiamo separare la cura del creato dalla cura della persona umana. Non basta proteggere gli oceani; occorre custodire anche la dignità di chi vive e lavora sul mare“.
Monsignor Maurizio Aloise ha poi indicato le navi come una vera scuola di fraternità, dove la collaborazione tra culture diverse dimostra che gli oceani non dividono i popoli ma li mettono in comunicazione.

Tradizione e memoria
Al termine della messa si è rinnovato il tradizionale rito della benedizione delle imbarcazioni e dei pescatori, con il pastore diocesano che ha raggiunto ogni equipaggio per un momento di preghiera.
La giornata è poi proseguita con un’agape fraterna che ha riunito le famiglie e le autorità attorno alla stessa tavola per un pranzo comunitario.
A concludere il ricco programma è stata la mostra intitolata Ricordi Azzurri, curata dalla Pro Loco di Corigliano Calabro, un suggestivo percorso tra fotografie e oggetti storici che raccontano la secolare storia della marineria locale.




























