Festival dei libri sulle mafie: dal 16 al 21 a Lamezia c’è “Terra e libertà” 

in Tempo liberoprovincia di Catanzaro
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Lamezia Terme si prepara a diventare nuovamente il fulcro del dibattito nazionale contro il potere criminale. Dal 16 al 21 giugno prossimi, la città calabrese ospiterà la quindicesima edizione di Trame, il festival dei libri sulle mafie che quest’anno ha scelto come titolo Terra e Libertà. La manifestazione è stata presentata a Roma presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana da Giovanni Tizian, direttore artistico della Fondazione Trame, insieme al presidente Nuccio Iovene e alla responsabile dell’ufficio stampa Maria Francesca Gentile. Saranno sei giorni intensi caratterizzati da incontri, spettacoli e proiezioni che mirano a esplorare l’evoluzione della ‘Ndrangheta e delle mafie transnazionali.

Un programma ricco di nomi

Il calendario degli appuntamenti vanta la presenza dei massimi esperti del settore e rappresentanti delle istituzioni. Tra i protagonisti spicca Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, che analizzerà il rapporto tra crisi e giustizia nell’Italia del 2026.

Non mancherà Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, atteso per la giornata conclusiva per discutere delle nuove geografie criminali. Il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, approfondirà invece l’espansione della mafia albanese, mentre Salvatore Curcio, a capo della procura di Catanzaro, racconterà la storia del primo infiltrato civile nel narcotraffico.

Un momento di grande rilievo sarà la presentazione del libro di Pietro Grasso, già magistrato e presidente del Senato, dedicato al maxi processo a Cosa Nostra.

Cultura come strumento civile

Oltre alla magistratura, il festival darà voce a un folto gruppo di intellettuali e giornalisti. Personalità come Nello Trocchia, Claudio Cordova, Enzo Ciconte e Stefania Auci si alterneranno sul palco per offrire diverse chiavi di lettura della realtà contemporanea.

La professoressa Michela Ponzani porterà in scena il suo spettacolo dal titolo “Liberi sempre”, arricchendo l’offerta culturale insieme a studiosi del calibro di John Dickie e Vito Teti.

“Trame arriva alla sua quindicesima edizione senza aver mai smesso di rinnovarsi” ha sottolineato Giovanni Tizian, ricordando come l’evento sia ormai un’esperienza consolidata di partecipazione collettiva che trasforma la conoscenza in responsabilità.

Resistenza e nuove sfide

Il tema scelto per il 2026 riflette la dualità dei territori che sono al contempo luoghi di oppressione e di rinascita. Per Nuccio Iovene, la soddisfazione per il traguardo raggiunto convive con la preoccupazione per i recenti fatti di cronaca, come l’omicidio dei braccianti ad Amendolara e le minacce agli amministratori locali.

“Terra e Libertà racconta con precisione il tempo che stiamo vivendo” spiegano gli organizzatori, evidenziando come la terra sia il campo di battaglia dove le mafie cercano consenso infiltrando l’economia legale.

Il festival si articolerà anche attraverso mostre visive, tra cui il percorso fotografico di Oliviero Toscani su Corleone e le vignette di Mauro Biani dedicate ai giornalisti uccisi in servizio.

Oltre i confini cittadini

L’edizione di quest’anno si espande oltre i luoghi tradizionali coinvolgendo diverse aree urbane con le sezioni Trame XL, curata da Raffaella Calandra, e Trame Off, pensata per i linguaggi dei più giovani.

L’obiettivo è offrire una visione d’insieme che comprenda anche le dinamiche internazionali, dai regimi autocratici alle crisi democratiche, mettendo in dialogo il giornalismo investigativo con la testimonianza dei cittadini.

Attraverso Trame Visioni e Trame in Scena, la lotta alle mafie troverà spazio anche nel cinema e nel teatro, confermando Lamezia Terme come un presidio fondamentale per la difesa della legalità e dei diritti civili nel cuore del Mediterraneo.

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