La migliore tutela dell’ambiente si misura con i dati, e quelli dell’ultima campagna di monitoraggio della Foce del Crati restituiscono una notizia positiva per la Calabria: uno degli ecosistemi umidi più importanti del Mediterraneo mantiene un elevato livello di qualità ecologica. Acque in equilibrio, buona capacità di autodepurazione, valori compatibili con la biodiversità e assenza di fenomeni di eutrofizzazione confermano l’efficacia di una gestione fondata su controllo scientifico e continuità degli interventi.
A darne notizia è il direttore delle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, Agostino Brusco, illustrando i risultati della campagna condotta nell’area di transizione e nei tratti di mare prospicienti la Riserva, nei territori di Corigliano-Rossano e Cassano Jonio. Un’attività portata avanti da oltre vent’anni e considerata essenziale per conoscere lo stato di salute degli ecosistemi e orientare le azioni di conservazione.
L’indagine, svolta secondo gli standard previsti dalla normativa europea sulle acque, ha preso in esame parametri chimico-fisici, biologici ed ecologici. I tre campionamenti effettuati mostrano un quadro complessivamente positivo: ossigeno disciolto ottimale, nutrienti contenuti, limitata richiesta biochimica di ossigeno e condizioni favorevoli al mantenimento delle comunità biologiche.
L’area monitorata rappresenta uno dei sistemi naturali più preziosi della Calabria. Qui l’incontro tra acque dolci e marine dà vita a un ecosistema di transizione di grande valore, arricchito dalla presenza del bosco igrofilo di pianura, uno degli ultimi resti delle antiche foreste della Piana di Sibari.
Per Brusco, la tutela delle Riserve non è soltanto conservazione ambientale, ma un investimento sul capitale naturale della Calabria, utile alla biodiversità, alla ricerca scientifica e a uno sviluppo davvero sostenibile del territorio.




























