Frode: finti agricoltori per intascare contributi, 5 arresti

in Cronacaprovincia di Calabria
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Per intascare i contributi europei destinati all’agricoltura avevano escogitato un sistema inventandosi nominativi di agricoltori. Cinque persone sono state arrestate su ordine del gip del tribunale di Roma, Massimo Di Lauro. In manette sono finiti Maurizio Ferraro, Giovanni Morello e Marino Gambazza. Altre due persone sono invece finite ai domiciliari, Antonio Tramontana e Maia Di Gregorio.

Una decina inoltre le persone indagate, perlopiù agricoltori conniventi residenti in Calabria e in Sicilia. Secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto di Roma, Francesco Caporale, e dal sostituto, Corrado Fasanelli, il gruppo richiedeva l’erogazione dei fondi all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) dopo aver ottenuto le password necessarie attraverso l’assistenza dei Centri di assistenza agricola (Caa). Le indagini hanno fatto emergere anche una serie di complicita’ tra alcuni indagati e gli addetti agli sportelli Caa. Il sistema prevedeva fingersi agricoltore, immettendo delle volte nominativi di persone del tutto ignare, e asserendo lavorare su determinati terreni.

In alcuni casi, come accertato dai carabinieri del Nucleo antifrodi di Roma, aveva chiesto i fondi su terreni di proprieta’ di enti pubblici, di Comuni e universita’ che andavano dalla Sicilia alla Valle d’Aosta. In altri casi i contributi erano stati richiesti da ragazze che risultavano coltivare terreni a decine di chilometri di distanza. Un altro episodio contestato riguarda un’intera squadra di calcio dilettante della provincia di Cosenza i cui componenti hanno richiesto il contributo europeo come coltivatori diretti del tutto a loro insaputa. Secondo quanto accertato dagli investigatori, che hanno preso in esame il periodo dal 2009 al 2011, sarebbero stati richiesti fraudolentemente circa 6 milioni di euro. L’inchiesta ha impedito che venissero stanziati circa 2 milioni di euro.

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