Una delicata operazione di rilascio in natura di giovani esemplari di nibbio reale: avverrà entro la prima metà di questi mese luglio. L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte mette così in atto il programma di reintroduzione della specie che sta sviluppando grazie al progetto Life Milvus, un intervento cofinanziato dall’Unione Europea. Una iniziativa che punta al reinsediamento del magnifico rapace nell’area aspromontana dalla quale era scomparso molti anni fa, e che si basa sul rilascio annuale di giovani esemplari nati in tre aree donatrici rappresentate da Svizzera, Corsica e Francia, reso possibile dalla collaborazione instaurata con numerosi enti, associazioni e ornitologi europei.

Un evento straordinario
Per il rilascio del 2026 il team che coordina le attività avrà a disposizione anche un giovane esemplare molto speciale di origine italiana.
Si tratta di un nibbio reale nato nel Cras, il Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Lago di San Giuliano, in Basilicata, gestito direttamente dall’Ente Parco della Murgia Materana.
In questa struttura il 10 maggio scorso si è verificato un evento straordinario con la schiusa di un uovo deposto da una coppia di rapaci irrecuperabili ospitati in una voliera della struttura stessa.
Si tratta di un caso decisamente raro perché molto difficilmente questi volatili selvatici che si trovano in cattività a causa di incidenti riescono a riprodursi.

Sinergie e professionalità
Un successo scientifico che è frutto dell’impegno e dell’esperienza degli operatori Matteo Visceglia e Mariangela Francione che gestiscono la struttura con la collaborazione della veterinaria Olimpia Lai e il supporto dell’Associazione Cerm Centro Rapaci Minacciati.
Grazie alla disponibilità offerta il giovane animale è già stato felicemente trasferito nel centro di ambientamento calabrese in attesa del rilascio.
Già in passato la struttura lucana aveva collaborato con il progetto curando e riabilitando un esemplare che aveva riportato gravi ferite a causa del contatto con una pala eolica, liberato poi nuovamente in territorio calabrese.
Il futuro della specie
«La sinergia istituzionale che si è creata tra i due Parchi potrà consolidarsi nei prossimi anni e dare un significativo contributo all’insediamento del nibbio reale in Aspromonte e, quindi, all’espansione dell’areale del nibbio reale in Italia, grazie anche al supporto dell’Unione Europea» commenta con soddisfazione il Commissario straordinario dell’ente, Renato Carullo.
Appare evidente il prezioso e fondamentale ruolo svolto dai centri di recupero della fauna selvatica, dove una coppia di volatili, pur destinata a vivere in cattività, ha contribuito in modo determinante alla tutela e alla sopravvivenza della propria specie.































