Immigrati: Lamezia, progetto FEI verso la conclusione

in Attualitàprovincia di Catanzaro
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Sta volgendo al termine il progetto FEI “In rete – percorsi di formazione e progettazione sulle migrazioni”, finanziato dal Fondo Europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi, annualita’ 2011. “Il progetto – si legge in un comunicato stampa – , che ha avuto come soggetto capofila il Comune di Lamezia Terme in partenariato con l’Università della Calabria, Dipartimento di Sociologia e Scienze Politiche e Sociali, e la cooperativa sociale CSC (Credito senza confini), ha visto l’adesione, gia’ in fase progettuale, di UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), Ufficio Scolastico Regionale, Provincia di Cosenza, Comune di Riace, Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie, e Cric- Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione.

Il Comune, attraverso il settore delle Politiche Sociali, ha avuto un importante ruolo di coordinamento e monitoraggio delle attività progettuali previste e in particolare ha avuto il compito di organizzare due workshop di carattere regionale, guidati dal dirigente del Comune, Salvatore Orlando, e dal ricercatore dell’Unical, Mario Coscarello. I workshop dal titolo “Riqualificazione dei centri storici abitativi per gli immigrati” e “Creazione di un centro servizi per gli immigrati”, che si sono tenuti nei locali del chiostro di San Domenico a Lamezia Terme, sono strettamente collegati alle azioni su cui l’Amministrazione comunale sta lavorando, in sinergia con il territorio e tutti i servizi presenti, in una logica di rete e sviluppo e costituiscono una importante fase di preparazione per i quattro laboratori di progettazione che sono in corso e proseguiranno fino alla fine di giugno. Alle attività dei seminari – continua la nota – hanno aderito 44 partecipanti tra dipendenti e funzionari degli Enti Locali, (Comune di San Pietro a Maida, Provincia di Cosenza, Provincia di Catanzaro) funzionari e dipendenti del Comune di Lamezia Terme, operatori sociali responsabili di enti privati, di associazioni e del terzo settore regionale. Da qui si è sviluppata la progettazione partecipata: attività di formazione e scambi di buone prassi con altri soggetti locali, nazionali e internazionali per rafforzare la conoscenza del fenomeno migratorio”. (Agi)

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