Il lavoro di prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare prosegue senza sosta nella provincia di Cosenza. Dall’inizio del 2026, la Questura bruzia ha messo in campo un’attività intensa per monitorare la presenza di stranieri non in regola con le norme di soggiorno sul suolo italiano. Operazioni che hanno portato all’allontanamento di numerosi soggetti di diverse nazionalità, garantendo un controllo più capillare del territorio calabrese.
I rimpatri immediati
Tra i risultati più rilevanti si registra il rimpatrio diretto di due stranieri rintracciati e identificati con precisione grazie al possesso dei documenti necessari, fattore che ha permesso il loro accompagnamento immediato alla frontiera per il rientro nei paesi d’origine.
La loro presenza era considerata una minaccia concreta, in quanto gravati da condanne per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o destinatari di specifiche misure di sicurezza disposte dall’Autorità giudiziaria.

L’attività di contrasto ha riguardato anche altri otto soggetti, che sono stati associati presso i Centri di permanenza. Tra questi, la metà era già destinataria di un decreto di espulsione.
Di particolare rilievo è la gestione di quattro individui considerati estremamente pericolosi per l’ordine pubblico, prelevati non appena scarcerati al termine della loro pena detentiva.
Tra scafisti e terroristi
Le figure più critiche identificate dalle forze dell’ordine comprendono due soggetti condannati come scafisti e altri due responsabili di reati gravissimi legati all’associazione con finalità di terrorismo e alla sovversione dell’ordine democratico.
Per questi individui, il trasferimento nei centri è stato il passo necessario per garantire che non restassero sul territorio dopo aver scontato il debito con la giustizia.




























