La piaga degli incidenti sul lavoro colpisce ancora una volta, e duramente, la Calabria, segnando una giornata decisamente drammatica. Dopo che ieri, ad Anoia, nel reggino, un 46enne, Fabio Cananzi, originario di Taurianova ma residente a Gioia Tauro, ha perso la vita precipitando dal terzo piano di un edificio dove stava effettuando dei lavori di carpenteria per conto dell’impresa edile della moglie, una seconda tragedia ha funestato la nostra regione.

Il dramma nel cantiere
È avvenuta nel cantiere del depuratore consortile dell’Angitola, situato in località Carcarella, nel comune di Francavilla Angitola, nel vibonese. La vittima è un uomo di 53 anni, F.N. le sue iniziali, originario di Reggio Calabria, che si trovava nell’area per svolgere degli interventi di manutenzione e adeguamento dell’impianto.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava operando su un camion dotato di gru quando, per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo pesante si è improvvisamente ribaltato. Il peso della gru non ha lasciato scampo al 53enne, che è stato schiacciato dalla struttura metallica.
Subito dopo l’impatto si sarebbe sviluppato anche un incendio, rendendo lo scenario ancora più critico. Nonostante la rapidità dei soccorsi, con l’arrivo immediato dei sanitari del 118, il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso del lavoratore.
I lavori per la Regione
L’operaio prestava servizio per una ditta a cui la Regione Calabria aveva affidato il compito di rimettere in funzione e adeguare il depuratore. Si tratta di un’opera considerata strategica per la gestione ambientale dell’intera area del vibonese.
Sul luogo sono giunti anche i carabinieri della stazione di Filadelfia per eseguire i rilievi tecnici necessari. Gli investigatori sono ora impegnati a verificare le condizioni del mezzo e a capire se il ribaltamento sia stato causato da un guasto meccanico o da una manovra in condizioni di scarsa stabilità.
Le indagini – coordinate dall’autorità giudiziaria – puntano a fare luce sulle procedure di sicurezza adottate nel cantiere e sulla regolarità delle fasi di lavoro.
La salma è stata messa a disposizione dei magistrati per gli accertamenti del caso, mentre la comunità locale si stringe attorno alla famiglia della vittima, colpita da una morte violenta proprio mentre l’uomo svolgeva il proprio dovere professionale.

“Strage annunciata”
“Siamo davanti all’ennesima ‘strage’ annunciata. A distanza di poche ore, la Calabria conta due morti sul lavoro. Non possiamo più parlare di fatalità. È un vero e proprio operaicidio che continua a consumarsi nel silenzio generale, mentre lavoratori e lavoratrici continuano a uscire di casa senza avere la certezza di farvi ritorno”.
È quanto ha affermato Simone Celebre, Segretario Generale della Fillea Cgil regionale dopo aver appreso della tragica notizia. Secondo Celebre, infatti, si tratterebbe di “vittime del dovere, cadute mentre svolgevano il proprio lavoro, spesso in condizioni difficili, sotto pressione, tra appalti, subappalti, ritmi insostenibili e controlli insufficienti”.
“Ogni volta assistiamo allo stesso copione, cordoglio, dichiarazioni di circostanza, tavoli istituzionali, promesse. Poi tutto torna come prima, fino al prossimo morto. Basta slogan. Basta passerelle. Basta tavoli inutili regionali che non producono alcun cambiamento reale” sbotta Celebre chiedendo una “una presa di coscienza collettiva e immediata” ed un aumento dei controlli nei cantieri.




























