L’Associazione Diritti Prevenzione e Sicurezza (Adps) di Cosenza torna a denunciare le gravi inefficienze e le procedure vessatorie imposte al laboratorio di analisi dell’Inrca – Por, che stanno causando un forte rallentamento nei tempi di diagnosi per i cittadini e creando disagio a strutture sanitarie private e associative della zona.
Il tutto nasce da una recente circolare del Cup locale, priva di numero di protocollo e di chiara responsabilità, contenente disposizioni molto restrittive e discutibili. Secondo queste nuove regole, un delegato di una struttura (come una casa di cura o associazione) può prenotare al massimo per tre pazienti alla volta, poi deve tornare in coda per altre prenotazioni.
Questa limitazione è particolarmente penalizzante per realtà che devono gestire numerosi campioni biologici, costrette a lunghe attese e code ripetute, con evidenti ricadute negative sull’accesso efficiente al servizio.
Fino a poco tempo fa, le strutture avevano un accesso più diretto e veloce, ma ora, con il pretesto della parità d’accesso, si è creata una situazione di vero e proprio collasso organizzativo, con attese per esami basilari che possono arrivare fino a 15 giorni, mettendo a rischio la salute pubblica.
L’Adps di Cosenza chiede con urgenza: il ritiro immediato della circolare illegittima; l’istituzione di uno sportello dedicato per facilitare le prenotazioni da parte di strutture private e associative; chiarezza e trasparenza da parte della Direzione Generale sulle motivazioni di queste scelte.
L’associazione avverte che, qualora non si intervenga prontamente, intraprenderà vie legali e solleciterà controlli da parte degli enti regionali competenti, per tutelare un servizio sanitario efficiente, equo e accessibile a tutti.





























