Presso la sede di Anci Calabria a Catanzaro, si è ufficialmente insediata la Commissione regionale Cultura-Beni Culturali-Istruzione-Pari Opportunità. La riunione, presieduta da Maria Fedele, assessore del comune di Taurianova, si è svolta alla presenza del sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, che guida l’associazione dei comuni a livello regionale. L’incontro ha segnato l’inizio di un percorso volto a rendere la cultura un asse strategico per la rappresentanza degli enti locali calabresi, ponendola al centro delle politiche di sviluppo territoriale.
Il metodo di lavoro
La commissione vanta una rappresentanza variegata di amministratori locali, tra cui Francesca Impieri (Belvedere Marittimo), Emily Cavaliere (San Vincenzo La Costa), Vincenzo Marino (Pentone), Giuseppe Pizzonia (Francavilla Angitola), Aldo Trecroci (Cosenza) e Giuseppe Varacalli (Gerace). Il metodo di lavoro concordato si fonda sulla collaborazione e sul confronto costruttivo, con l’obiettivo di raccogliere le istanze dei vari municipi per trasformarle in proposte operative concrete da sottoporre alle istituzioni sovracomunali.
Le strategie istituzionali
Il presidente Maria Fedele ha annunciato la volontà di accreditare la commissione presso i principali organi della Regione Calabria. Sono previsti incontri con i Garanti regionali, con la Commissione Pari Opportunità guidata da Anna De Gaio e con gli assessori della giunta presieduta da Roberto Occhiuto. La sinergia con il Consiglio Regionale, presieduto da Salvatore Cirillo, è considerata fondamentale per garantire che le politiche inclusive e culturali abbiano il giusto peso burocratico e finanziario.
Il nuovo welfare
La visione espressa da Maria Fedele mira a trasformare la cultura nella “nuova faccia del welfare comunale”. Prendendo come modello l’esperienza di Taurianova, la commissione punta a riaprire biblioteche, attivare percorsi di valorizzazione turistica e promuovere l’istruzione come fondamento di una comunità consapevole. L’obiettivo è superare la logica dei fondi marginali, dimostrando che l’investimento in beni immateriali e identità collettiva può generare una reale ricchezza economica e sociale per tutta la Calabria.




























