Lo Spi Cgil Calabria denuncia l’ennesimo atto intimidatorio contro la cooperativa Valle del Marro – Libera Terra e chiede un intervento immediato delle istituzioni per fermare una lunga scia di attacchi che, secondo il sindacato, mira a ribadire la presenza della ’ndrangheta sui terreni confiscati.
Dopo i roghi che hanno danneggiato tre appezzamenti a Oppido Mamertina e distrutto gran parte degli olivi secolari, il sindacato ribadisce la necessità di schierarsi apertamente a difesa di una realtà che, nella Piana di Gioia Tauro, ha portato lavoro, inclusione e legalità. Per il segretario generale Carmelo Gullì, la società civile e le istituzioni devono ora dimostrare con chiarezza da che parte stare.
Inoltre, si dice pronto a sostenere la cooperativa anche con una mobilitazione sul territorio e rilancia la richiesta di rivedere la legge 109/96 sui beni confiscati, considerata una norma fondamentale ma ormai bisognosa di aggiornamenti. In particolare, il sindacato chiede che una quota del Fondo Unico Giustizia venga destinata alla gestione e alla cura dei beni confiscati, così da renderne più efficace il riutilizzo sociale.
Infine, dichiara che servono anche tutele più forti per proteggere le aziende sequestrate e i posti di lavoro, perché la difesa dei beni confiscati non resti solo un principio ma diventi una politica concreta di contrasto alle mafie.




























