La Corte di Appello di Catanzaro ha rimesso in libertà il pluripregiudicato rossanese Gabriele Pometti, meglio noto come “Lupin”, già sottoposto alla sorveglianza speciale e destinatario di un Mandato di Arresto Europeo per gravi fatti commessi all’estero.
La cooperazione giudiziaria
Il Mae è uno strumento di cooperazione giudiziaria dell’Unione europea che consente a uno Stato membro di consegnare a un altro una persona accusata o condannata per un reato, per processarla o farle scontare la pena nello Stato che lo ha emesso.
Con la sua introduzione è stata superata la tradizionale procedura di estradizione, per adattare la cooperazione giudiziaria alla libera circolazione delle persone e alla riduzione dei controlli alle frontiere.
Il mandato europeo è considerato lo strumento più avanzato al mondo in materia di trasferimento di persone tra giurisdizioni statali ed è stato istituito con una decisione quadro nel giugno del 2002.
L’assoluzione dopo 7 giudizi
A settembre scorso, dopo ben sette gradi di giudizio, l’indagato era stato assolto in via definitiva nell’ambito del processo della Direzione Investigativa Antimafia denominato “Stop Drug” per il quale in primo grado era stato invece condannato a otto di reclusione.
La gravissima contestazione era quella di far parte di un’organizzazione a delinquere dedita al traffico di cocaina, eroina, marijuana e hashish operante stabilmente nel tempo – almeno nel periodo circoscritto dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali – tra Rossano e le città vicine, e che poteva contare su fonti di approvvigionamento anche in Francia.
Un’organizzazione che, secondo l’accusa, commerciava, via telefono, diverse quantità di sostanze droga utilizzando un linguaggio codificato
Dall’arresto al carcere
Nell’immediatezza dell’arresto per il Mae, l’uomo era stato tradotto presso la Casa Circondariale di Castrovillari. Su disposizione della Corte d’Appello di Catanzaro è stato immediatamente sottoposto ad interrogatorio nel corso del quale risposto spiegando ogni aspetto della vicenda.
Il Procuratore Generale della stessa Corte di Appello ha una richiesta di misura cautelare in carcere ma i giudici, accogliendo totalmente le richieste del suo legale (l’avvocato Francesco Nicoletti) ne ha disposto l’immediata liberazione sottoponendolo ad un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La successiva udienza è stata poi fissata dinanzi alla stessa Corte per il prossimo 22 dicembre.




























