Ha preso ufficialmente il via Racconti senza nodi, un progetto innovativo che elegge la narrazione e la creatività a veri e propri strumenti di supporto emotivo. Il debutto di questa iniziativa si è tenuto tra le mura del reparto di pediatria dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, dove i piccoli pazienti hanno vissuto un pomeriggio scandito da emozioni profonde.
Sinergia per il sociale
In occasione dell’Epifania, la figura della Befana è diventata così il ponte tra la tradizione popolare e un’esperienza di svago necessaria per chi affronta il difficile percorso della degenza ospedaliera.
La realizzazione di questo appuntamento è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra diverse figure istituzionali. La direzione sanitaria dell’Asp di Catanzaro, sotto la guida del dottor Antonio Gallucci, e la primaria del reparto, la dottoressa Mimma Caloiero, hanno aperto le porte alla sensibilità dell’associazione Senza nodi.
L’accoglienza calorosa da parte della struttura sanitaria ha confermato quanto sia importante integrare le cure mediche con attività che nutrano lo spirito e l’immaginazione dei bambini ricoverati.

Le protagoniste della giornata sono state Sina Mazzei, vicepresidente e referente per la cultura del sodalizio, insieme alla volontaria Annamaria Muraca.
Le due operatrici hanno guidato i piccoli pazienti attraverso la lettura di racconti ispirati alla Befana, figura che incarna l’attesa e la sorpresa.
L’ascolto ha creato un clima di meraviglia collettiva, coinvolgendo non solo i bambini ma anche i loro genitori, che hanno trovato in questi momenti un’occasione preziosa per alleggerire la tensione e condividere attimi di autentica normalità.
Il laboratorio di fantasia
Oltre alle parole, il progetto ha dato spazio alla manualità attraverso un laboratorio creativo. Utilizzando materiali semplici e molto colorati, i piccoli hanno dato vita a disegni e piccoli manufatti a tema, trasformando per qualche ora la corsia in un atelier d’arte.
Tra mani curiose e scelte cromatiche attente, ogni bambino ha seguito il proprio ritmo, chi restando incantato dalle storie e chi invece concentrandosi con orgoglio sulla propria opera. Questa esplosione di energia positiva ha dimostrato come la libertà espressiva possa essere un potente motore di benessere.
Il successo dell’iniziativa risiede nella capacità di restituire calore umano e speranza in un luogo segnato dalla fragilità. I genitori hanno accolto con profonda gratitudine questa pausa emotiva, vedendo nei volti dei propri figli una scintilla di gioia legata alla magia delle storie.
Portare la Befana in ospedale non è stato solo un omaggio a una ricorrenza, ma un atto di vicinanza concreta che ha ribadito come la cultura e l’immaginazione non debbano mai fermarsi, specialmente laddove il bisogno di umanità è più sentito.




























