La musica linguaggio universale, se n’è parlato a Laureana di Borrello

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Pomeriggio all’insegna della musica e della sua magia capace ad accompagnare il divenire dell’uomo in ogni momento della sua esistenza, sottolineandone gioie e dolori come in una colonna sonora del film della vita di ognuno.

“La musica come linguaggio universale del nuovo millennio“, il tema di un convegno organizzato dai ragazzi del servizio civile attualmente impegni in un progetto del Comune di Laureana di Borrello e che li ha sostenuti nell’idea. Un incontro tra amici più che un convegno convenzionale, per parlare di tutti quegli effetti benefici che la musica riversa su una collettività quando diventa strumento di aggregazione sociale, quando diventa progetto culturale, quando diventa sostegno per ragazzi altrimenti inghiottiti dalle brame del consumismo fine a se stesso. Un fermento che a Laureana di Borrello c’è ed è nato da qualche anno e che l’amministrazione comunale, diretta dal Sindaco Domenco Ceravolo, ha saputo cogliere sin dalla sua nascita sostenendolo con grande sensibilità ed impegno. Con questo diretto riconoscimento ha aperto i “lavori” Eduardo Lamberti Castronuovo, editore di RTV, moderatore dell’incontro tenuto nella fantastica chiesa di Sant’Antonio, cornice che rasserena ed induce alla pacatezza con la sua disarmante semplicità. Una sensibilità ed un impegno ampiamente ripagato dalla soddisfazione che leggo sui volti di questi ragazzi ogni volta che li vedo suonare, dice Ceravolo, ogni volta che li sento “parlare” con i loro strumenti dicendo che si può diventare migliori.
Angela Gullì docente di molti dei ragazzi nel locale istituto tecnico, si è soffermata sulla necessità della comunicazione come mezzo per la conoscenza. Ogni forma di comunicazione apre la strada all’apprendimento, all’arricchimento culturale, ancor più se si utilizza un linguaggio comprensibile a tutti. Anche in questo la musica li migliora, dice la docente, entusiasmando i ragazzi e ponendoli in una posizione di privilegio riuscendo, attraverso la musica, a farli parlare con tutti.
Di assoluto rigore scientifico l’intervento di Francescoantonio Pollice, docente di pianoforte e direttore artistico dell’A.M.A. Calabria, che la musica la vive full-immersion. Si è soffermato sul miracolo Venezuelano. il ‘sistema Abreu‘ un progetto sociale e musicale messo a punto 32 anni fa da Josè Antonio Abreu e sostenuto e ammirato dai più grandi musicisti, che ha prodotto “una resurrezione” in quel paese, strappando i giovani alle bande criminali, riscattandoli. Davvero “chi banda non sbanda” per dirla con il motto della Ragone. Non esiste un genere di musica elitaria o forme di musica colta rispetto ad altre, dice Pollice, solo modi diversi di raccontare le cose con una lingua comune. E non poteva che essere Mimmo Martino, leader dei Mattanza, a dire come si racconta un popolo con il linguaggio della musica, con la loro musica che diventa storia, costume, letteratura, filologia. Di pregio, nel “narrare” vari generi musicali, gli intermezzi dell’ottetto “Laurel Brass” dell’associazione Ragone, diretti da Maurizio Managò

di Salvatore Larocca

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