Le storie più belle non sbocciano all’improvviso, ma richiedono la pazienza di chi sa coltivare la speranza dove altri vedono solo macerie. Quella del campetto Dodò Berlingeri, inaugurato nei giorni scorsi a Modenelle, è una parabola di riscatto che parte da lontano. Nove anni fa, questo lembo di terra ad Arghillà era una ferita nel cuore di Reggio Calabria, soffocata da una discarica e dai resti di auto bruciate. Oggi, grazie al lavoro del Csi e dei giovani del quartiere, quel cemento è diventato un presidio educativo pulsante, trasformando l’abbandono in un’occasione di incontro e inclusione sociale.

Impianto sportivo polivalente a Modenelle, Battaglia: “simbolo di rinascita per Arghillà”
Una squadra per il territorio
In questo lungo cammino di rigenerazione, le istituzioni hanno giocato un ruolo fondamentale accanto ai cittadini. A dare il via alla prima partita di pallacanestro è stata il Prefetto Clara Vaccaro, affiancata da figure che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno, come il sostituto procuratore Stefano Musolino e il garante dell’infanzia Emanuele Mattia.
Attorno al progetto è nata una rete solidale che unisce il consorzio Ecolandia, l’Azione Cattolica e gli scout giunti da ogni parte d’Italia. Questa sinergia ha permesso di offrire ai più giovani un’alternativa concreta alla strada, dimostrando che la fiducia si costruisce con la presenza quotidiana.

Sport come motore di crescita
Il cuore pulsante di questa rivoluzione gentile è la polisportiva Arghillà a Colori, che coinvolge oltre 50 bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni.
Qui lo sport è molto più di una competizione: è uno strumento per educare alle relazioni e alla speranza. Oltre al consolidato calcio a 5, che ha visto l’amichevole contro l’Asd Sacri Cuori Catona, la nuova struttura apre le porte al basket grazie alla collaborazione con la società Basket Pellaro.
Educatori e volontari, impegnati anche nel progetto Mapsportcsi, garantiscono che ogni rimbalzo del pallone sia un passo avanti verso un futuro diverso.

Una promessa per il domani
Il campetto è oggi co-gestito dagli stessi ragazzi insieme ai volontari, un segno tangibile di responsabilità e appartenenza. La partita di Arghillà resta difficile e non si esaurisce in un giorno di festa, ma i risultati ottenuti in quasi un decennio raccontano che il cambiamento è possibile quando si sceglie di restare.
Ogni allenamento e ogni sorriso sono la dimostrazione che quella scommessa iniziata tra le carcasse di auto è stata vinta. Restare accanto ai più fragili, offrendo loro spazi pubblici decorosi e opportunità reali, continua a fare la differenza tra il silenzio dell’abbandono e il rumore gioioso di una comunità viva.





























